Pugliesi fuorisede/12: Intervista a Lucia Tilde Ingrosso

Lucia Tilde Ingrosso, giornalista professionista nella redazione di Millionaire, ha pubblicato una quindicina di libri fra gialli, rosa, umoristici, guide. Della sua serie di gialli milanesi con protagonista l’ispettore Rizzo uscirà a breve il quinto capitolo. Tra i suoi titoli: A nozze col delitto, Io so tutto di lei, Uomo giusto cercasi, Milano in cronaca nera (con Giuliano Pavone) e Curriculì curriculà (con lo pseudonimo di Assunta Di Fresco, insieme a Enza Consul). Info: http://www.luciatildeingrosso.it/prova/index.php?sez=1

Hai origini salentine, precisamente di dove sei?

Campi Salentina, provincia di Lecce. Mio nonno era di lì. Faceva parte di una famiglia numerosa ed era il fratello scelto per fare il prete. Ma lui non voleva e così è “scappato” a Milano, dove poi è nato mio padre.

Come definiresti il tuo legame con la Puglia e il Salento?

Bello, molto intenso. Nata a Milano, ho vissuto vent’anni in Toscana (Cortona, AR), sono tornata a Milano. Dico sempre che mi sento italiana al 100%.

Quante volte ci sei stata – e quanto spesso ci torni?

Negli anni dell’università, passavo almeno un mese di vacanze estive nel Salento. Base Campi e poi al mare a Casalabate e Porto Cesareo e in gite in mezza Puglia. Da quando sto con Giuliano Pavone (11 anni), vacanze estive a lido Gandoli, a due passi da Taranto.

Hai sposato un pugliese: caso o destino?

Chissà… Eravamo entrambi tornati single da poco ed entrambi in vacanza in Puglia, così un’amica comune decise di farci incontrare. Fu un colpo di fulmine fra muretti a secco e serate di pizzica. A unirci, nel tempo, tante passioni comuni come il mare, il calcio e la scrittura.

Hai scritto diversi gialli, tra cui uno molto particolare uscito in pasticceria, un romanzo rosa, romanzi umoristici, alcune guide alternative (101 cose da fare in gravidanza e prima di diventare genitori, 101 cose da fare in Lombardia almeno una volta nella vita, Curriculì Curriculà) ma qual è il genere che senti più tuo? E come spieghi questa evoluzione ed espansione nel tuo modo di scrivere?

Da giornalista (lavoro nella redazione del mensile di business Millionaire), sono abituata a piegare la scrittura a seconda degli obiettivi, dei generi e di quello che desidero raccontare. Ma la mia vocazione principe è quella per il giallo. A breve uscirà il quinto capitolo della serie dell’affascinante ispettore Sebastiano Rizzo. Molti lettori si sono affezionati e per me è diventato quasi uno di famiglia! Mi piacciono le mille possibilità date dal giallo: raccontare una città, intrattenere i lettori, inventare e sciogliere enigmi, soffermarsi sugli aspetti psicologici…

Hai scritto anche a due mani con tuo marito; come funziona questo tipo di scrittura, vi sedete insieme, vi aggiornate strada facendo, vi suddividete compiti/capitoli?

A casa, lavoriamo a due scrivanie adiacenti, ma possiamo stare anche delle mezz’ore in silenzio. E poi capirci con uno sguardo. Sì, ci piace molto suddividerci il lavoro e poi revisionare la parte dell’altro. Attualmente, stiamo preparando una guida su quello che si può fare a Milano con i propri bambini, ma in passato abbiamo scritto delle nostre esperienze di cercatori di case, genitori, turisti. Per noi scrivere è un piacere e farlo insieme è un piacere ancora più grande… Adesso abbiamo preparato insieme un corso di scrittura, per insegnare alle persone a ottenere i propri obiettivi, personali e professionali, grazie alla scrittura. Le lezioni si terranno a maggio a Milano.

Nel tuo sito si legge: “Lucia si laurea in economica aziendale alla Bocconi, con una tesi sul marketing librario. Pensa che l’editoria sia il suo futuro e non ha tutti i torti.”  Da questo deduco che, sin da prima di diventare giornalista e di pubblicare, scrivessi per conto tuo.

Ho sempre avuto una vena narrativa. Il mio primo racconto l’ho scritto a 10 anni, con una macchina per scrivere Olivetti, ispirandomi a un libro di Salgari. Il primo romanzo, letto solo dagli amici, raccontava gli anni dell’università Bocconi.

Quali sono state le tue fonti di ispirazione letteraria?

Tante, variegate. Bisogna leggere per imparare a scrivere. Acquisire quelle sensibilità e musicalità che possono fare la differenza. Citerei Oscar Wilde, Agatha Christie, Cornell Woolrich, Stefania Bertola e Massimo Carlotto.

Com’è stato il tuo viaggio/lavoro come inviata da Budapest?

Un’esperienza stupenda e l’inizio della mia collaborazione con Millionaire. Consiglio a tutti un soggiorno di vita e lavoro all’estero.

Approfitto della tua esperienza nel campo e ti chiedo un’illuminazione a nome di tutti i ragazzi/e che cercano lavoro: quali sono, secondo te, gli errori più comuni che si commettono quando si compila un cv?

Non rileggerlo e quindi infarcirlo di refusi. Mandare Cv fotocopia uguali per tutti, senza invece personalizzarlo di volta in volta. Non far emergere qualità e obiettivi personali, che sono ben più importanti di studi ed esperienze. Piangersi addosso. Essere ridondanti. Consiglio poi di non trascurare la forza dei social e quella del passaparola.

Secondo te è vero che i giovani italiani sono choosy?

No. Gli italiani sono forti, fortissimi. Specie i più giovani. Il periodo è nerissimo, ma passerà. E nel frattempo emergeranno i migliori. E i più coraggiosi. Oggi è difficile trovare qualsiasi tipo di lavoro (al contrario di qualche anno fa, quando un posticino in banca o alle Poste non te lo negava nessuno). E quindi tanto vale impegnarsi per fare il lavoro dei propri sogni.

Azzurra Scattarella