“Cucinare con i piedi” a cura di Pierpaolo Lala

Dopo il mondiale messicano del 1970, quello di Italia-Germania 4-3, partita iper-raccontata in libri e produzioni cinematografiche, termina la storia della Coppa Rimet e ha inizio quella della Coppa del Mondo di calcio così come la conosciamo. E proprio dal mondiale successivo, quello del 1974 disputato in Germania e vinto dalla stessa nazione ospitante, nonostante la storica sconfitta contro la Germania Est nel girone eliminatorio, hanno inizio i racconti che aprono il volume Cucinare con i piedi. Storie di cene mondiali (Lupo Editore, pp. 168, euro 12). Come recita il titolo, sarebbe sbagliato attendersi una lettura esclusivamente per appassionati di calcio, nonostante il libro sia uscito proprio a ridosso dell’inizio del mondiale brasiliano. Al tempo stesso, non può dirsi solo un ricettario, perché tutta la prima parte della pubblicazione, e compreso il suo epilogo, è di taglio prettamente narrativo: è infatti dedicato un racconto ad ognuna delle edizioni della Coppa del Mondo dal 1974 al 2010, mentre quello conclusivo è affidato allo scrittore Alessio Viola, che sempre a un pasto pre-partita fa riferimento, ma a quello che precedette la trasmissione notturna del match d’esordio del primo mondiale di rugby, nel 1987: Nuova Zelanda-Italia.

A mettere insieme i fili, apparentemente così diversi, della narrazione sportiva e della proposta di specialità culinarie di vario genere, è Pierpaolo Lala, classe 1977, curatore di questo volume e, in passato, anche di 50 sfumature di fritto (2012) e Una frisella sul mare (2013), entrambi editi da Lupo Editore. A Lala spetta anche il compito di raccontare uno dei mondiali più tristi per la nazionale italiana (almeno prima delle due catastrofi in Sud Africa e Brasile), quello del 2002 e segnatamente il giorno della sconfitta con i padroni di casa sudcoreani, in una calda e affollata aula magna dell’università. Ciascuna edizione della Coppa del Mondo è però affidata ad autori diversi: il linguista Marcello Aprile, i giornalisti Dario Quarta, Mauro Favale, Peppe Ruggiero, Danilo Siciliano e Dario Goffredo, gli scrittori Osvaldo Piliego, Fausto Romano, Simona Toma e Gianluca Morozzi: ognuno di loro affronta l’edizione affidatagli con uno sguardo personale sul contesto in cui si è svolto l’intero mondiale o il suo match più significativo.

Terminati i racconti della prima parte, il volume raccoglie numerose ricette pensate per i pasti che tradizionalmente vengono consumati quando le partite del mondiale uniscono intorno a un televisore (e quindi anche intorno a una tavola) gruppi di amici e parenti. D’altra parte, come scrive il curatore, «Io tifo Italia perché sono italiano ma soprattutto perché andare avanti [nel mondiale] significa avere più cene, più arrosti misti, più stanati, più birre». Il primo ciclo di ricette comprende appunto quelle, spesso tipicamente salentine, indicate come particolarmente adatte ad accompagnare la visione – più o meno agitata – dei match della nazionale. Il secondo ciclo è affidato alla food community del progetto Cucina Mancina: “mancina” perché rivolta ai «mancini alimentari», vale a dire «gli intolleranti e gli allergici, tutti coloro che devono seguire diete con pochi grassi, pochi zuccheri, poco sodio, i vegetariani e i vegani»: proprio per questo le sue ricette sono tra le più originali, oltre a quelle con i nomi più divertenti (troneggiano su tutti “Doppietta di Vegburger” e “Rovesciata di calamaretti in rete”). Infine, non poteva mancare uno sguardo alla cucina etnica, con una ricetta per ognuna delle nazionali partecipanti all’ultimo mondiale.

Cucinare con i piedi sarà presentato venerdì alle ore 11 a Bari, presso la Biblioteca del Consiglio Regionale in via Giulio Petroni, insieme all’altro libro sul mondo del calcio Samba mondiale 2014, nel corso nel primo incontro della sessione autunnale della rassegna “Building Apulia. La Puglia che scrive, che edita, che parla di sé”.

Stefano Savella

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