“Le chiavi del mito e della storia” a cura di G. Cipriani e A. Tedeschi

Pubblicato nella collana «Kleos. Estemporaneo di studi e testi sulla fortuna dell’antico», il volume Le chiavi del mito e della storia (a cura di Giovanni Cipriani e Antonella Tedeschi, Levante Editori, pp. 552, euro 50) raccoglie i risultati del progetto Note sul mito, il mito in note finalizzato a «promuovere la ricerca dei vari linguaggi in cui si può riscrivere una trama». I contributi presentati intendono mostrare la vitalità del mito dall’antichità ai giorni nostri, non solo attraverso la letteratura ma anche nella musica, nelle arti figurative, fino al cinema e alla televisione.

Il volume si apre con la figura di Didone: il mito della regina è analizzato nella drammaturgia settecentesca, nel melodramma, nei Cori di Didone di Ungaretti fino alla sua fortuna nell’iconografia.

Attenzione è poi riservata al personaggio di Sofonisba, descritta dallo storico Tito Livio come donna seducente e fatale, rivisitata da Petrarca, Corneille e Alfieri, fino a perdere con quest’ultimo tutta la sua sensualità.

La mitologia classica vive anche nella ripresa che ne fece la scuola retorica di Gaza (V-VI sec.) che, pur trovandosi in un mondo ormai cristiano, volle trasmettere la cultura classica alla classe dirigente cittadina.

Oltre a Didone e Orfeo, altre figure mitologiche oggetto di studio nel volume sono Lucrezia, moglie del romano Collatino, al centro di uno scritto inedito dell’umanista parmense Giovanni Segarelli; il pastore Aristeo ed Enea; le Danaidi; Fedra nell’omonima tragedia di Seneca; il re Siface da Livio ad Alfieri; la Sibilla dal mito pagano alla tradizione cristiana; l’Antigone di Sofocle e la sua fortuna nella Germania del dopoguerra.

Il rapporto tra il mito e la cultura tardoantica trova spazio nel volume attraverso l’analisi di un gruppo statuario, rinvenuto nei pressi di Metz in Francia, che offre testimonianza della vittoria dell’imperatore Massimiano sui ribelli Bagaudi, ricordata nel Panegirico del retore Mamertino dedicato all’imperatore. Si passa poi alla storiografia mediolatina con la longobarda Sichelgaita e la normanna Sibilla.

Grande rilievo nel mito ha poi senza dubbio il tema del viaggio, che consente di riflettere sulla trasposizione cinematografica di alcuni miti classici partendo da Ulisse fino al più moderno Indiana Jones.

Oltre che in ambito letterario il mito ha ottenuto indiscussa fortuna anche nell’arte: uno dei testi raccolti nel volume è infatti dedicato alla collezione di antichità del Museo Jatta di Ruvo di Puglia e un altro ancora all’utilizzo del mito classico nell’arte contemporanea di Pollock e Picasso.