“Re Gioacchino Murat” di Bianca Tragni

In occasione del bicentenario della fondazione del quartiere murattiano di Bari del 2013, oltre a eventi e iniziative celebrative, si è verificato un incremento di pubblicazioni riguardanti le origini della storia della città e in particolare gli anni a cavallo di quella progettazione urbanistica che avrebbe cambiato per sempre le dimensioni e lo sviluppo del capoluogo pugliese. Accanto alle figure locali che si rivelarono centrali per quell’occasione, da Luca de Samuele Cagnazzi a Carlo Tanzi all’abate Giuseppe Gimma, emerge però in particolare quella di Gioacchino Murat, che tuttoggi dà il nome al quartiere centrale di Bari, nonostante l’avversione già all’inizio dell’Ottocento da parte dei borbonici, che ne rivendicavano la fondazione. Ultima in ordine di tempo tra le biografie dedicate al comandante francese, cognato di Napoleone e poi re di Napoli, è quella date alle stampe da Bianca Tragni, Gioacchino Murat. La Puglia – Bari nel secondo centenario della nascita di Bari nuova (Adda Editore, pp. 116, euro 7).

Come nelle sue precedenti pubblicazioni di storia e di costume locale, Bianca Tragni utilizza un racconto aperto a un pubblico ampio, anche giovane, con un linguaggio che non disdegna fughe nella colloquialità: «Carolina e tutta la famiglia reale vivevano nel fasto e nel lusso. Si faceva la bella vita a Napoli!». Non ci si attendano dunque apparati di note al piede o uno stile spiccatamente storiografico; lo spirito divulgativo dell’opera è anzi tale che si sarebbero potute apprezzare illustrazioni di accompagnamento al testo che avrebbero reso ancor più accattivante la storia di Gioacchino Murat per i giovani lettori. A questi ultimi resta comunque il fascino delle avventure belliche (e amorose) del futuro re di Napoli, della sua ascesa al potere al fianco di Napoleone Bonaparte, del suo viaggio in Puglia del 1813 durante il quale, fermatosi a Bari, pose la prima pietra del nuovo quartiere che da lui prese il nome.

Proprio il racconto di questo viaggio rappresenta una delle parti più avvincenti del libro di Tragni. Gioacchino, partito dalla capitale del regno il 13 aprile 1813, passò prima da Avellino e Ariano Irpino per poi giungere in Puglia e attraversare Barletta, Taranto, Lecce, Gallipoli, Otranto, Brindisi, Bari, Trani e Foggia. Giunto a Bari un sabato pomeriggio, Murat «si ferma fuori della porta di piazza del Ferrarese […] Quando apparve nel vano della porta [di Mare] e in piazza Mercantile, la gente ne fu abbagliata e affascinata. […] Applausi, fiori gettati sul suo cammino, campane che suonavano, cannoni che sparavano, bande che intonavano la Marsigliese, edifici pavesati a festa e imbandierati. E in mezzo a tutto questo, lui che incedeva sorridente, placido e forte, salutando tutti con la mano inguantata di bianco». La cerimonia della posa della prima pietra di Bari nuova avvenne la mattina seguente del 25 aprile 1813, alle ore 10, e si concluse con le parole premonitrici del re: «Ne faremo una grande e bella città!».

Il volume di Bianca Tragni sarà presentato venerdì alle ore 11 nel corso del terzo appuntamento della rassegna Building Apulia a cura della Teca del Mediterraneo – Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia, in via Giulio Petroni a Bari. La giornata sarà dedicata alla casa editrice Adda, che ha pubblicato anche il secondo volume oggetto della presentazione, Il tratturo e la via Appia Antica, di Sante Cutecchia.

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