Get Up!/02: Claudio Ceciarelli spiega cosa significa essere editor

GET UP! è una manifestazione ideata dall’associazione culturale Riga Quarantadue, con il contributo di Laboratori dal Basso e ospitata dalla Mediateca Regionale Pugliese. La giornata di sabato 8 novembre, dedicata all’editing, è stata divisa in due momenti: quello della lezione, al mattino, e quello del workshop, nel pomeriggio.

La lezione, alla quale hanno partecipato studenti, docenti e amanti del settore, è stata tenuta dal direttore della narrativa italiana delle Edizioni E/O, Claudio Ceciarelli, che, facendo leva su esperienze personali, ha illustrato cosa si intende con il termine “editor” e cosa significa “fare editing”.

Laureato in filosofia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha iniziato a farsi strada in questo campo partendo dal basso, come portaborse, lavorando poi presso le Edizioni Theoria e per ADN Kronos Libri, fino ad arrivare alla collaborazione con Einaudi Stile Libero, da lui definita una «sirena editoriale». Proprio grazie a quest’ultima esperienza – e anche grazie alla partecipazione al corso di Teoria e Tecnica del Romanzo tenuto da Italo Calvino – ha capito cosa voleva fare da “grande”. Ha deciso così di abbandonare l’Einaudi e, due anni dopo, ha iniziato a lavorare con le Edizioni E/O. «Ho privilegiato la qualità del lavoro» ha detto agli uditori.

Secondo Ceciarelli, la parte più complessa di questo mestiere è la collaborazione con l’autore del testo, non sempre ben disposto ad accettare le critiche. Ed è proprio su questo aspetto che ha focalizzato inizialmente il suo discorso: le correzioni vanno infatti consigliate, non imposte. Bisogna entrare in contatto con l’autore da un punto di vista psicologico, ascoltarne i pareri e le obiezioni e comprenderne lo stile, per non correre il rischio che il libro perda la sua autenticità. Ha sottolineato, infatti, quanto sia facile cadere nell’errore di apportare delle correzioni sulla base di un proprio gusto personale.

L’altra questione su cui ha posto l’accento è stata quella dello stretto legame che intercorre tra il fare l’editing di un libro ed occuparsi della sua impaginazione: di solito i due momenti sono slegati e sono affidati a due persone diverse. Claudio Ceciarelli, invece, ha precisato che tutte le volte che è stato impegnato nell’editing di un libro, si è occupato in prima persona anche della sua impaginazione. Le motivazioni alla base di questa scelta sono in primo luogo il fatto che anche nel momento dell’impaginazione possono venire alla luce eventuali problemi del testo, e in secondo luogo il fatto che un’impaginazione non in linea con il lavoro di editing può compromettere tutto ciò che è stato fatto in precedenza.

Gli insegnamenti di Ceciarelli sono stati poi messi in pratica durante il workshop tenuto da Stefano Izzo, editor di Rizzoli.

 Ilaria Orzo

Per approfondire:

GET UP!/01: Intervista a Riccardo Falcinelli