“Le coste del Salento” di Enrico Capone

Immaginare di prendere l’auto e dedicarsi a una lunga vacanza in Salento è già di per sé un pensiero assai attraente. Immaginare di attraversare poi per intero la sua costa, non staccando gli occhi dal mare (oltre che dalla strada), dall’Adriatico allo Ionio, è probabilmente il sogno di tanti turisti, da alcuni anni non più soltanto pugliesi. Insieme allo sviluppo turistico e alle strutture per l’accoglienza dei visitatori, si è perciò diffusa nello stesso periodo di tempo la pubblicazione di guide, di mappe, di itinerari che possano aiutare il visitatore a poter godere del numero maggiore di luoghi di quel territorio. Un esempio recente ne è Le coste del Salento, di Enrico Capone (Capone Editore, pp. 160, euro 9). Casa editrice specializzata proprio in guide turistiche e in volumi di storia locale, Capone può contare su un archivio fotografico di tutto rispetto, il cui contributo è sufficiente a far apprezzare le loro pubblicazioni.

Nel caso di Le coste del Salento, poi, insieme agli scorci più noti del mare, ma anche delle cittadine che vi si affacciano e dei loro luoghi più rappresentativi, si trovano anche immagini di posti assai meno noti, quantomeno a un turista che trascorre in Salento pochi giorni all’anno. Enrico Capone in questo libro attraversa così tutto il territorio costiero che ricade nella provincia di Lecce, partendo da Torre Specchiolla e Casalabate, sull’Adriatico, e arrivando a Torre Lapillo, sullo Ionio, al confine con la provincia di Taranto. Nel mezzo, numerosissimi luoghi e nomi, dai più noti ai quasi sconosciuti. Il testo di accompagnamento è volutamente semplice e si affida a brevi descrizioni, lasciando tutto il palcoscenico ai colori e alla limpidezza delle fotografie.

Corredato anche da alcune schede su singoli aspetti del territorio salentino nel suo complesso, non soltanto costiero (dal Barocco del capoluogo alla gastronomia), questo libro è perciò utile soprattutto a scoprire luoghi meno battuti rispetto alle maggiori località turistiche: un’operazione possibile anche grazie a mappe stradali dettagliate, soprattutto per ciò che riguarda, appunto, le coste. Sull’Adriatico, ad esempio, poco a sud di Torre dell’Orso, troviamo Sant’Andrea, «un’altra insenatura naturale non molto ampia, con alle spalle un ricchissimo bosco e, lungo le pareti della roccia che cade nel mare, vecchie grotte abitate prima dai monaci basiliani e successivamente, sino a non molti anni addietro, da pescatori locali». Nei pressi di Santa Maria di Leuca troviamo invece il Ponte Ciolo, «un’ardita opera di ingegneria» sotto la quale «una lunghissima e comoda scaletta a zig zag, in parte scavata sulla parete, dà la possibilità di scendere fin sotto la caletta». Sullo Ionio, infine, poco a nord di Gallipoli, troviamo Rivabella, «immersa nel verde degli eucalipti, dei pini e degli oleandri, con una spiaggia sabbiosa e formazioni dunali».

Le coste del Salento di Enrico Capone sarà presentato venerdì prossimo a Bari, nell’ambito della rassegna Building Apulia presso la Biblioteca del Consiglio Regionale in via Giulio Petroni, insieme a un altro libro dedicato al Salento, Viaggio a Finibusterrae di Antonio Errico (Manni Editori).