“Romeo & Julienne” di Antonella Gigante con Francesca Mastrovito

Se un libro fosse una ricetta, quali sarebbero i suoi ingredienti? Le parole, naturalmente! Per le favole bisognerebbe dosare bene gli avverbi e i paroloni difficili, che andrebbero emulsionati con cura fino a far lievitare un perfetto racconto per ragazzi. Ma se, invece, si condissero storie già scritte? Antonella Gigante, con Francesca Mastrovito, c’ha provato. E l’esperimento si chiama Romeo & Julienne (Wuz, pp. 103, euro 9,90).

Hanno condito le storie che amano di più, dall’Odissea ad Alice nel paese delle meraviglie, passando per Romeo e Giulietta e Mary Poppins, immaginando ogni personaggio alle prese con iPhone, foodblog e squisite ricette. Risultato? Il conte Lamberto di Rodari diventa un accanito e famoso gestore di pagine Facebook sul cibo, Madame Bovary è una cuoca fantastica pronta a vivere solo di amore, passione, zuccheri e carboidrati e a fuggire con il suo Rodolphe (che continua a non risponderle su WhatsApp), Ulisse uno dei top-influencer su TripAdvisor, perché girando per il Mediterraneo se ne incontrano di taverne! Ma la trovata davvero più golosa di Romeo & Julienne deve ancora venire. Perché limitarsi ad apparecchiare la tavola con la letteratura rifugiandosi ‘solo’ nella (ri)lettura? Perché non mettere anche le mani in pasta, prendere in mano mestoli e padelle e preparare ricette dolci e salate da gustare? In fondo… Chi l’avrebbe mai detto! Il cibo è ovunque! Soprattutto nella letteratura! Avete mai pensato a come avrebbero fatto Ulisse e i suoi compagni a sfuggire a Polifemo senza il vino? E che ne dite di Alice? Nel suo fantastico viaggio ne assaggia di tutti i colori, preoccupandosi solo di non rimanere con l’amaro in bocca. Anche nel tanto famoso personaggio flaubertiano di Madame Bovary, la divisione tra vita reale e vita fantasiosa, nutrita di romanzi, si rispecchia da un lato nella triste ‘zuppa di cipolle’ di Charles e dall’altro nelle gustose prelibatezze di una cucina lontana da quella contadina. A ciascuno la sua ricetta, dunque!

Che il cibo sia specchio della società e che la letteratura ce ne offra una testimonianza, già lo sapevamo (forse). Ma qui si assaporano storie mescolando insieme ingredienti da veri foodblogger 2.0 e un pizzico di fantasia, il gustoso approccio critico che ne deriva lievita da sé.

Davvero un’idea golosa apparecchiare la tavola con la letteratura! Un libro davvero agile, audace ma soprattutto goloso. Ma, su quale scaffale delle librerie si può trovare? Libro di ricette, racconti, analisi critico-culinaria di grandi classici? La parola al vostro libraio, quanto a me, posso solo dirvi che adesso che ho finito di leggerlo non so se riprendere in mano Favole al telefono oppure sperimentare la ricetta delle Panfarfalle del meriggio d’oro.

Marina Mongelli