“Come Dio vuole” di Andrea Morgante

Il Salento prima del Salento, ovvero un territorio ancora lontano dall’esplosione turistica degli ultimi vent’anni. È lì che un giovane Andrea Morgante, con «una Canon EF meccanica, acquistata di seconda mano in un mercatino di Milano», scatta le sue prime fotografie della terra dove tuttora vive e lavora, precisamente in quel di Casarano, occupandosi di progetti artistici e culturali. Quelle sue prime fotografie, insieme ad altre più recenti, compongono un mosaico di trent’anni di attività di fotografo professionista, raccolto ora nel volume Come Dio vuole (a cura di Giulietta Bandiera, Kurumuny, pp. 144, euro 25). Il Salento riprodotto negli scatti di Morgante conserva indubbiamente i suoi tratti caratteristici, eppure rivisti sotto una luce nuova dall’autore. Basti guardare alla scelta stilistica del bianco e nero per alcune fotografie: apparentemente dissacrante per una terra in cui, secondo il giornalista Antonio Caprarica, la meteorologia è del tutto superflua: «c’è il sole. Punto e basta». Eppure, in quegli scatti il colore è sostituito da una potenza straordinaria, non meno accecante, rappresentata spesso dall’infrangersi delle onde.

Le didascalie incluse nel volume sono in gran parte testimonianze, pensieri, versi non direttamente legati alle singole immagini. Si tratta di piccoli e grandi contributi di personalità che hanno fatto grande il Salento, che vi sono nati o che comunque dal Salento si sono lasciati attraversare: poeti come Antonio Verri, Vittorio Bodini e il cileno Martin Andrade; studiosi come Maria Corti ed Ernesto de Martino; ingegni del calibro di Carmelo Bene e Rina Durante; uomini di Chiesa come don Tonino Bello e san Giuseppe da Copertino, o di Stato, come Nichi Vendola e Paolo Perrone; musicisti come Vinicio Capossela, Roberto Vecchioni, Pino Zimba, Giuliano Sangiorgi; registi come Edoardo Winspeare e Alessandro Bergonzoni; lo stilista Ennio Capasa e volti amati del grande e piccolo schermo, come Serena Dandini, Neri Marcoré, Riccardo Scamarcio.

Le figure umane, negli scatti di Morgante, sono ritratte prevalentemente di spalle o di profilo. Questo non le rende però estranee o distratte rispetto all’immagine: pur trovandosi a distanza dall’obiettivo, catturano lo sguardo dell’osservatore attraverso gesti, movimenti accennati che tradiscono la lentezza con cui vengono eseguiti. Rari i primi piani: in quello di un anziano dal volto segnato dal tempo e dalla fatica, non a caso posto subito dopo alcuni scatti di ulivi secolari, si specchiano i versi di Rina Durante: «Nelle crepe di roccia / i ragni tessono senza posa / la filigrana del tempo». Altro elemento ricorrente sono i muri: quelli delle case, degli stabilimenti balneari, delle liame. E anche in questo caso sono i versi, stavolta di Vittorio Bodini, a rendere ancor più luminosa la scena: «le case di calce / da cui uscivamo al sole come numeri / dalla faccia d’un dado».

Il libro di Andrea Morgante sarà presentato venerdì nel terzo incontro della rassegna Building Apulia, organizzata dalla Teca del Mediterraneo, insieme al volume di Francesco Tateo, Pietro Sisto e Mimmo Guglielmi, autori di Terre di Puglia (Cacucci). L’appuntamento è per le ore 11 presso la Biblioteca del Consiglio Regionale in via Giulio Petroni 19/A a Bari.