“Fiabe e novelle del popolo pugliese” di Saverio La Sorsa

Verrà presentato questa mattina alle ore 10,30 presso la Teca del Mediterraneo – Biblioteca del Consiglio regionale della Puglia, nell’ambito della rassegna Building Apulia, il volume Fiabe e novelle del popolo pugliese di Saverio La Sorsa (Edizioni di pagina, pp. 552, euro 18). L’occasione giunge per un incontro dedicato interamente alla produzione fiabistica e favolistica pugliese, che vedrà protagonista anche il libro Donna in fabula, di Lino Angiuli e Lino Di Turi (pubblicato da La Vita Felice).

La raccolta del patrimonio novellistico pugliese è stata una delle più felici imprese del folklorista molfettese Saverio La Sorsa (1877-1970), il «Pitrè della Puglia». Due volumi di Fiabe e novelle del popolo pugliese videro la luce negli anni 1927-28; un terzo, a completare l’opera, fu pubblicato nel 1941. Si tratta di un repertorio ricchissimo, comprendente 287 testi raccolti in più di 90 località della regione, dal Gargano al Salento, trascritti nei dialetti originali e corredati di traduzione. Non è stato mai fatto per la Puglia un lavoro eguagliabile per l’estensione, la capillarità, la varietà delle testimonianze riprodotte.

Questa riedizione della raccolta, in un volume unico (e arricchita peraltro da documenti e materiali multimediali presenti online), esalta alcune delle qualità della ricerca di La Sorsa che nei tre volumi pubblicati nel giro di 15 anni (e mai più ristampati) erano in ombra. In essa emergono la tenacia dell’autore nella sua lunga ricerca delle fonti, la passione dedicata alla raccolta delle testimonianze sul campo (ben 128 testimoni diretti e 12 raccoglitori), la vastità dei suoi interessi; si intravede inoltre la vicinanza della sua metodologia di esposizione del materiale alle attitudini dei gruppi sociali tra i quali conduceva la sua ricerca, che così diventano protagonisti dell’indagine, più che oggetti di studio.

Per evidenziare, dunque, tali aspetti del lavoro di La Sorsa questa nuova edizione è corredata di tre Indici (dei narratori, dei raccoglitori, dei luoghi di provenienza) ricavati dalle informazioni che l’Autore non mancava di annotare in calce ad ogni racconto.

Il “popolo pugliese” del titolo non ci appare, allora, un’entità astratta o un ambito etnografico, quanto una concreta, varia, animata congerie di persone incontrate direttamente; e se ne può anche intuire la frequentazione dal numero di “storie” attribuite. Incrociandone i dati, gli Indici “parlano”, colmando qualcuna delle lacune che critici svogliati e supponenti hanno imputato al lavoro di questo longevo e solerte “collezionista” della vita popolare pugliese.