A Miriam Toews e a Tommaso Pincio il Premio Sinbad

Libri: Sinbad, Pincio vince per sezione narrativa italiana

Si è conclusa nella cornice del teatro Margherita di Bari la prima edizione del Premio Sinbad, aperto solo agli editori indipendenti con l’intento di valorizzare il loro lavoro, sempre più complesso in un mercato monopolizzato dai grandi gruppi. «Essere editori indipendenti significa non stare sotto padrone, non dipendere dalla sua bontà, ma solo da quella dei propri testi» ha dichiarato Ginevra Bompiani, editore Nottetempo e tra i promotori dell’iniziativa, che ha voluto anche precisare che «la battaglia non è contro i grossi editori, ma per la pluralità della cultura».

Rispetto ai premi letterari più noti, le due giurie del Premio Sinbad hanno dovuto discutere e deliberare il vincitore dinanzi al pubblico e, in particolare per l’assegnazione del premio al miglior testo straniero, il dibattito è stato vivace e null’affatto scontato: a trionfare Miriam Toews con I miei piccoli dispiaceri (Marcos y Marcos, traduzione di M. Balmelli), una storia famigliare che affronta con ironia un tema molto doloroso: «capire la sofferenza di chi ci è vicino libera anche noi stessi», ha affermato la scrittrice canadese. Gli altri due finalisti sono stati Gli anni di Annie Ernaux (L’orma editore, traduzione di L. Flabbi) e Sinfonia di Zdravka Evtimova (Controluce, traduzione di F. Sammarco).

Quasi unanime, invece, il giudizio della giuria sul vincitore della narrativa italiana: Tommaso Pincio con Panorama (NN editore) che ha ritirato il premio con commozione e, mentre si soffermava su alcuni aspetti della sua opera messi in luce durante il dibattito, ha dichiarato: «Se ho scritto qualcosa di decente è perché sono stato bambino». Il suo è un romanzo che si sofferma sulla complessità delle relazioni che nascono sui social network, ma è anche un’indagine del rapporto tra identità e lettura.

Premio del pubblico invece, come prevedibile, al barese Eugenio Vendemiale, autore di La festa è finita (CaratteriMobili); terzo finalista per la narrativa italiana, Beatrice Masini con La cena del cuore. Tredici parole per Emily Dickinson (RueBallu).

Con il Premio Sinbad giunge al termine anche il Festival internazionale degli editori indipendenti e della mostra mercato allestita sempre al teatro Margherita, dove nell’ultimo fine settimana si sono succeduti anche incontri, presentazioni e reading letterari. L’assessore alle Culture del Comune di Bari, Silvio Maselli, ha sottolineato che gli editori presenti hanno venduto in totale, nei tre giorni, 675 libri pari a circa 6800 euro: «In definitiva i premi servono proprio a questo: diffondere libri e cultura della lettura. E noi ci siamo riusciti».