“Ballando con Averroè” di Toni Maraini

Toni Maraini, scrittrice e studiosa del Maghreb, vincitrice del Premio Mondello con La lettera da Benares (Sellerio), aveva già pubblicato con Poiesis diversi testi, sposandone il progetto di un dialogo intermediterraneo: I sogni di Atlante, la tradizione di spettacolo popolare del Maghreb (2007), Pandemoni Blues (2009), Da Ricòrboli alla luna (2012). Esce ora, per la casa editrice diretta da Giuseppe Goffredo, Ballando con Averroè, racconti di viaggio in un mondo musulmano che non fa paura (pp. 128, euro 16).

In realtà non si tratta di veri e propri racconti, quanto di riflessioni e divagazioni volte a mostrare il lato progressista e multiculturale del mondo arabo: «Nessuno ha detto che un racconto debba “fare buona letteratura”. Ne abbiamo sin troppa di buona letteratura. La storia è più romanzesca. Basta menzionarne alcuni personaggi ed eventi, ed ecco che le cose già si raccontano da sole. Qui servono come montaggio d’immagini. Il lettore saprà sbobinarle e trarne delle considerazioni istruttive. E non solo a riguardo del Marocco. E non solo sul passato. Dovunque dobbiamo confrontarci con il ritorno di fenomeni che credevamo scomparsi, di strategie che pensavamo conclusesi con l’era del colonialismo e di politiche che hanno del déjà vu».

Si spazia dunque dagli scritti incentrati su usi e costumi maghrebini (Incontrare Lalla Ftuma) e sulle mutazioni del paesaggio nord africano (Sotto la volta del cielo), a quelli che dimostrano i continui scambi culturali e commerciali tra le sponde del Mediterraneo (Ballando con Averroè, Una favola che migra, Il racconto di un piatto di ceramica) e a quelli che affrontano tematiche della contemporaneità, come l’immigrazione clandestina verso l’Europa (Muro d’acqua) o il pericolo dell’Isis e la riduzione al paradigma dell’estremismo islamico della ricchezza e complessità del mondo musulmano operata dai media occidentali (Dietro l’angolo, la guerra, ovvero aspettando l’alba).