“La teatrosofia” di Luana Di Profio

La suggestione della Teatrosofia nasce dalla volontà di coniugare teatro e filosofia all’interno di un unico momento formativo rivolto ai ragazzi e alle ragazze di Scuola Secondaria di I grado. A questo tema è dedicato il recente saggio di Luana Di Profio, La Teatrosofia. Amore e morte nella pedagogia teatrale per ragazzi (Pensa Multimedia, pp. 202, euro 19). L’autrice è ricercatrice di Pedagogia generale e speciale all’Università di Chieti.

Intessendo insieme le trame dell’educazione alla teatralità con quelle dell’educazione al pensiero critico e riflessivo, in maniera sinergica e dinamica i contenuti filosofici proposti, nella fattispecie i due dialoghi platonici, il Fedone, dove si narra la morte di Socrate, e il Simposio, dialogo sull’amore, si sono accesi e vivificati all’interno di laboratori teatrali ideati e predisposti accuratamente per questa fascia di età. Nell’ambiente buio, silenzioso e raccolto di un teatro, dove ogni piccolo rumore fisico o dell’anima si riverbera nell’acustica della scatola magica del teatro, a ciascuno viene offerta la possibilità di sperimentare un abito riflessivo e introspettivo volto alla conoscenza di sé, degli altri e del mondo, unitamente alla conoscenza delle proprie idee e delle proprie convinzioni.

Nella penombra di un teatro, dove lievi fasci di luce illuminano a tratti il dipanarsi delle esistenze, ci si muove nel lento fluire di un «tempo altro», che sposta l’asse percettivo in una realtà altra diversa dall’ordinario. Nello spazio fisico del teatro il tempo, poi, si fa un «tempo rallentato», che allontana dai compiti impellenti e dalla frenesia del «là fuori», e che proietta in un «tempo sospeso», che si riavvolge nelle pieghe delle singole individualità alla ricerca di un diverso modo di rapportarsi a sé, alle cose, agli altri, ai pensieri e alle riflessioni profonde sulle domande fondamentali dell’esistenza.