“La vadda de Stignane” e altri canti popolari di San Marco in Lamis

Il recupero della memoria storica dei paesi della nostra regione passa anche attraverso l’ascolto e la riproposizione dei canti popolari. Si tratta di un vero e proprio schema di lavoro scientifico condotto da decenni, anche in Puglia, ma non in maniera uniforme in tutte le cittadine pugliesi: talvolta a causa dell’assenza di informatori qualificati, che rendevano arduo per i ricercatori risalire alle formule corrette del dialetto di una determinata località. In alcuni casi, tuttavia, proprio queste difficoltà sono state alla base di un rinnovato entusiasmo volto a indagare e recuperare il patrimonio inestimabile dei canti popolari.

Ne è un esempio San Marco in Lamis, cittadina del promontorio garganico per molti anni esclusa dalle ricerche a differenza di altri paesi vicini. Anche per colmare la lacune delle ricerche precedenti, Grazia Galante ha messo a frutto tutta la sua passione dando alle stampe “La vadda de Stignane” e altri canti popolari di San Marco in Lamis, pubblicato da Levante Editori (pp. 380, euro 25). Un’opera di grande valore, arricchita dalla trascrizione musicale dei canti a cura di Michelangelo Martino e impreziosita da una Presentazione di Raffaele Nigro. Lo scrittore lucano sottolinea ad esempio la diversità degli ambiti dei canti presenti nel volume: “il contesto è tutto. La necessità del contesto ha suggerito da sempre il ricorso alla narrativa, alla ricostruzione di mondi e ambienti altrimenti impossibili da spiegare. Come accade sempre più frequentemente nei moderni musei. Il singolo reperto non sarebbe bastevole a spiegare il suo utilizzo e la ragione della sua esistenza”.

Allegato al volume c’è anche un cd audio, composto da ben 66 tracce, fondamentale per riascoltare le testimonianze dirette di canti popolari registrati in presa diretta dall’autrice, che si è avvalsa della collaborazione non solo dei residenti, ma anche nei numerosi emigranti, tra i quali la folta comunità di San Marco in Lamis presente a Melbourne. Un’attività dunque lunga e onerosa, sollecitata anche dall’«eco e il successo di nuovi eventi che toccarono alla fine degli anni Novanta il Gargano e la Puglia come il Carpino folk festival e la Notte della Taranta di Melpignano, che spingevano ad un impegno teso a recuperare un patrimonio disperso, ma che era presente, a disseppellirlo e farlo conoscere sia per tenere vivo il rapporto tra passato e presente, sia per valorizzare questa ricca espressione della cultura e della coscienza del popolo sammarchese».

Nel volume e nel cd allegato, dunque, si possono ritrovare stornelli, ninne nanne e canti d’amore dal sapore antico, che rendono giustizia alla ricchezza di un patrimonio culturale meritoriamente riportato alla luce.