“Ti vedo” di Mauro Bortone

Sarà presentato questa sera alle 18,30 presso la Libreria Liberrima di Lecce (Corte dei Cicala 1) il romanzo Ti vedo di Mauro Bortone (Lupo Editore, pp. 264, euro 16). Dialogherà con l’autore la giornalista Melissa Perrone.

Ti vedo è un romanzo ipertestuale, un intreccio di esistenze che sembrano essersi arrestate sulla sponda di un fiume di dubbi, inquieto e incessante. Riccardo, un salentino trasferitosi al nord per lavoro, tornando nella sua terra, riassapora la gradevolezza e l’amaro, i sapori forti e quelli più delicati di un passato fatto di perdite, di amicizie lacerate e di donne che lo hanno segnato e, a volte, imbruttito e svilito. Poi Marco, un venditore di elettrodomestici cinico e completamente svuotato da ambizioni, che in un ormai irrintracciabile attimo di lucidità, decide di tornare a Firenze, ritrovare i vecchi amici e ricominciare a fare musica. Ma anche per Marco Firenze sarà solo un campo di battaglia contro il tempo, con i cambiamenti inattesi e le delusioni. Infine Arturo, in coma da tempo, abitante della città di “Nebulandia”, che slaccia la fantasia e si abbandona a racconti irreali e a conversazioni con figure paradossali e strampalate. Ma la penna che traccia questa mappa di storie, che vuole disorientare il lettore e poi ricondurlo a sé, è quella di Dario, detenuto, colpevole di un omicidio, con in corpo ancora le schegge di una relazione sofferta e l’impulso di provare a riappropriarsi, tramite la scrittura, di mondi, scenari e stralci di vita che continuano a sanguinare. Ti vedo ha il suono di singole storie, di errori personali, di scivolate inevitabili, a volte feroce, a volte lento. Un faro nel buio pesto delle incertezze, che sono di uno e di tanti, che diventano voce di una generazione, costretta a far tacere, o a disintegrare, i bisogni di cambiare forma per vedersi migliori.

L’autore, giornalista per passione, cronista per necessità, ha scritto e scrive per quotidiani e riviste, tra cui «LecceSette» e «La Gazzetta del Mezzogiorno». Ha organizzato e diretto manifestazioni culturali, è stato socio fondatore di un Club Unesco, ma poi ha lasciato.