“La necessità della scrittura” di Lucia De Crescenzio

La figura di Alba de Céspedes (1911-1997), solo di recente riscoperta dalla critica, è tra le più affascinanti del Novecento letterario. Romanziera, poetessa, giornalista, traduttrice e sceneggiatrice cinematografica, Alba de Céspedes si è confrontata a diverse latitudini con l’esperienza della scrittura, concepita come una pratica quasi viscerale della sua esistenza. Alla sua figura è dedicato il recente libro di Lucia De Crescenzio La necessità della scrittura. Alba de Céspedes tra Radio Bari e «Mercurio» (1943-1948), pubblicato dalla Stilo Editrice nella collana di saggistica letteraria Officina (pp. 311, euro 20). Questo libro ricostruisce in particolare il farsi dell’identità letteraria e politica dell’autrice nel corso degli anni Quaranta, mettendo a fuoco in particolare la sua collaborazione con le radio antifasciste di Bari e Napoli durante la Resistenza e la direzione di «Mercurio. Mensile di politica, arte, scienze» nell’immediato dopoguerra. Ripercorrendo le concitate vicende che si sono susseguite all’indomani dell’8 settembre 1943, il volume offre un’attenta analisi delle trasformazioni che hanno investito l’immaginario della scrittrice in seno alla complessa dialettica tra fascismo e antifascismo.

Scrittrice prolifica, Alba de Céspedes ottenne anche importanti consensi di critica. Nel 1953, ad esempio, Eugenio Montale recensiva con queste parole uno dei suoi romanzi più noti, Quaderno proibito: «È facile dire che nella de Céspedes si ritrovano vistose reliquie di quell’ideologia positivistico-naturalistica (diritti della donna, emancipazione, «la mia legge non è la tua legge») che da Zola a Strindberg, da Ibsen a Shaw credevamo ormai logora, almeno sul piano della poesia. Ed altrettanto facile è accorgersi che la leggerezza, la scorrevolezza di questa narratrice è dovuta all’abbandono di ogni flaubertismo formale, di ogni insistenza stilistica. […] In verità leggendo il Quaderno proibito si resta presi dall’acuta, chiara, signorile intelligenza dell’autrice; si resta catturati in una rete di simpatia per cui ogni distinzione fra arte e abilità, poesia o semplice interesse documentario, viene a cadere o almeno viene rimandata a un secondo tempo. Una figura come quella della coraggiosa Mirella non è indegna del miglior Roger Martin Du Gard».

Lucia De Crescenzio, nata nel 1986, è dottore di ricerca in Italianistica. Si occupa di Letteratura italiana e di Storia della critica letteraria del Novecento, riservando particolare attenzione allo studio della riflessione di Antonio Gramsci e del dibattito sollevato dai gender studies. Ha partecipato a convegni nazionali e internazionali su Alba de Céspedes e su altri temi della letteratura italiana contemporanea. Attualmente continua la sua ricerca e la collaborazione didattica presso l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ e svolge attività di insegnamento nelle scuole.

La necessità della scrittura sarà presentato questa sera alle 18,30 alla Libreria Zaum di Bari, in via Cardassi 87.