“Senza Pace” di Paolo La Peruta

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C’è un ispettore di polizia, c’è il suo sottoposto che esegue le sue indicazioni, c’è un clan della malavita locale coinvolto nel traffico di stupefacenti. Tutti gli ingredienti per un giallo in piena regola: se non fosse che in questa torbida storia, ambientata a Lecce, viene tirato anche Pietro Sicuro, che con il suo amico e collega Sandro gestisce un Caffè Letterario del centro storico. La figura di Pietro, con i suoi tic, le sue insicurezze, le sue imprecazioni rivolte a Giove assegna a tutta la vicenda un tono leggero, spesso ironico, indispensabile per non prendere tutto troppo sul serio.

La storia narrata è frutto della penna di Paolo La Peruta e Senza Pace (Manni Editori, pp. 238, euro 15) è il suo secondo romanzo, due anni dopo l’esordio, Per Giove!, targato Lupo Editore. La scelta del luogo in cui avvengono i fatti raccontati non è avvenuta a caso: l’autore gestisce infatti anche nella realtà un Caffè Letterario nel centro di Lecce, dove organizza reading, spettacoli e concerti presumibilmente non troppo diversi dalla performance che un’altezzosa attrice milanese (quantomeno sulla carta…) mette in scena proprio nel corso del romanzo, in una serata clou anche per le vite dei protagonisti: quella in cui alla giovane Erica viene proposto di lavorare proprio in quel locale, e quella in cui, poche ore dopo, Pietro Sicuro e Michele Calò, un sottoposto dell’ispettore Pace, vengono brutalmente aggrediti da ignoti.

Proprio l’ispettore Pace è colui che scatena il coinvolgimento di Pietro e dello staff del Caffè Letterario in questa storia. Erica, infatti, è sua figlia, e Pace, a cui restano solo pochi giorni di vita, è seriamente intenzionato a farsi perdonare la sua assenza nella vita della figlia facendola uscire da un pericoloso giro di amicizie nel quale è stata coinvolta. Dopo una certa riluttanza, Pietro accetta di far provare a Erica, che non brilla per simpatia né per socievolezza, il lavoro di cameriera nel suo locale. Ma sarà proprio questa disponibilità a incattivire il Capo, cioè il boss del clan malavitoso che non vuole perdere la sua influenza sulla ragazza. Tra gaffes, situazioni imprevedibili, amici vecchi e nuovi e una famiglia sempre presente, Pietro dovrà venire a capo di questa intricata vicenda.