“Sogni al di là del mare”

Migranti, rifugiati, profughi, richiedenti asilo, clandestini, emigrati, immigrati, stranieri, extracomunitari… Abbiamo tante parole per indicare le persone, uomini e donne, bambini e bambine che affrontano drammatici viaggi per lasciare il proprio paese, in fuga da guerre, dittature, povertà, persecuzioni.

Ognuna di queste parole possiede un preciso significato, ma le usiamo spesso in modo sbagliato, alimentando confusione, spesso volutamente. In genere interessa poco comprendere le differenze, si usano parole a caso, si usano parole che segnano la distanza, parole di disprezzo, parole di rabbia, di non comprensione, parole che nascono dalla paura dell’altro. La paura nasce dal non conoscere, dalla debolezza, la paura crea muri che si aggiungono a quelli reali. Ma questa paura non possiamo ignorarla, dobbiamo invece accettarla e contrastarla con l’unica arma che abbiamo, quella della conoscenza. Affinché la paura si trasformi in curiosità e poi la curiosità in accoglienza. Accoglienza dell’animo innanzitutto, da cui deriva l’accoglienza fisica.

Con questo obiettivo esce in questi giorni in libreria Sogni al di là del mare, una raccolta di racconti, poesie, filastrocche, haiku di Fuad Aziz, Andrea Bouchard, Ornella Della Libera, Sofia Gallo, Sabrina Giarratana, Pamela Pergolini, Cristiana Pezzetta, Annamaria Piccione, Maria Giuliana Saletta, Luisa Staffieri, Dino Ticli, Donatella Trotta, Andrea Valente, arricchita dalle illustrazioni di Fuad Aziz (Casa editrice Mammeonline, pp. 140, euro 10).

Conoscere quindi, per poter accogliere. Ci possono aiutare le parole, quelle giuste, quelle scelte bene, “con molta cura”, come dice Davide Camarrone nella prefazione di questo libro.

E gli scrittori e le scrittrici di parole ne hanno tante, e sanno sceglierle con cura. Sanno metterle insieme in modo da dar vita a racconti, poesie, filastrocche per raccontare ai ragazzi e alle ragazze le storie e per far conoscere cosa c’è dietro alle immagini dei telegiornali, chi sono le persone dietro i muri e i fili spinati. E soprattutto le persone piccole. Sì perché secondo il rapporto dell’UNHCR del 2015, l’ultimo, ogni 122 abitanti della Terra, uno è diventato un profugo, e il 51% di loro sono bambine e bambini.

Leoluca Orlando, nel presentare questo libro ci ricorda che “migrante è chi esercita il diritto di scegliere, chi decide di essere”, chi sceglie la sua identità. Parole molto simili a quelle che usa Don Pierluigi di Piazza, responsabile del centro di accoglienza Balducci di Zugliano – Udine nel suo libro Il mio nemico è l’indifferenza che definisce le persone migranti “libere di dover partire”.

Il ricavato delle vendite del libro andrà a sostenere il Poliambulatorio di Crotone dell’organizzazione umanitaria INTERSOS.