“Un vuoto dove passa ogni cosa” di Mariateresa Di Lascia

Nei giorni dalla scomparsa di Marco Pannella, si è avuta forse per la prima volta la piena consapevolezza del valore che hanno avuto per l’Italia le battaglie del partito radicale. Un partito che, al fianco della figura del suo leader storico e di Emma Bonino, ha potuto vantare la militanza di molte altre personalità di grande rilievo. Una di esse, Mariateresa Di Lascia, era nata a Rocchetta Sant’Antonio, in provincia di Foggia, nel 1954 ed è stata dirigente del partito radicale e deputata nella IX Legislatura prima della prematura scomparsa a soli quarant’anni. Di Lascia ha fondato tra l’altro l’associazione Nessuno tocchi Caino, per l’abolizione della pena di morte nel mondo, e nel 1995 il suo romanzo Passaggio in ombra ha vinto, postumo, il Premio Strega.

La figura di Mariateresa Di Lascia verrà ricordata domani all’Auditorium Santa Chiara di Foggia (Piazza S. Chiara, 1) alle ore 18,30 nell’ambito del ciclo di incontri #Foggiadialoga – Il piacere di capire. Al centro dell’incontro ci sarà un libro, Un vuoto dove passa ogni cosa (Edizioni dell’asino), curato da Antonella Soldo, che raccoglie interventi, articoli, lettere e racconti di Mariateresa Di Lascia – con aggiunte firmate da Goffredo Fofi, Sergio D’Elia, Adriano Sofri e Marco Pannella –. L’evento è organizzato da Fondazione Apulia Felix, Fondazione Banca del Monte, libreria Ubik e, per l’occasione, in collaborazione con l’Associazione Radicale Mariateresa Di Lascia. Prenderà parte all’incontro, oltre alla curatrice del volume, il segretario di Nessuno Tocchi Caino, Sergio D’Elia. Modera, il giornalista Antonio Blasotta. Previsti i saluti del presidente di Apulia Felix, Giuliano Volpe.

“La politica, così come la facciamo noi, è anche il nostro vivere”. Di ciò Mariateresa Di Lascia era convinta. Ogni riga di questa raccolta è attraversata da qualcosa che va ben oltre un pensiero militante, qualcosa che appartiene piuttosto all’etica e alle inquietudini profonde della nostra esistenza. Tornare su questi testi, a oltre vent’anni dalla scomparsa dell’autrice,non è un nostalgico tributo, ma rappresenta, invece, l’occasione di ragionare su contraddizioni e possibilità ancora aperte, nell’agire politico come nelle scelte quotidiane. Sotto il segno di un radicalismo esigente e tuttavia libero dalle costrizioni di un ideale che non sappia farsi carne e azione, cambiamento intimo del singolo e trasformazione collettiva.