“Empty – Il potere” di Giuliana Tunzi

Alla Columbus High School di New York l’anno scolastico comincia con una novità: tra i banchi arriva Jennifer Stewart, sedicenne trasferitasi da Chicago per motivi di lavoro del padre, chirurgo. Jennifer è una adolescente come molte altre: con le sue paure, i suoi impacci (soprattutto in casa le capita di perdere l’equilibrio…), i suoi desideri. I primi giorni di scuola sono perciò, per lei, molto difficili, essendo diventata oggetto della curiosità generale, con le ragazze che intendono coinvolgerla nel loro giro, qualche ragazzo che prova a conquistarla e qualcun altro che la tratta con indifferenza.

Insomma, tutto apparirebbe funzionare come in qualunque altro romanzo adolescenziale tipico dell’iconografia americana, a cui molte serie televisive ci hanno abituato. Ma nel romanzo d’esordio di Giuliana Tunzi, Empty – Il potere (Caosfera edizioni, pp. 322, euro 18), la storia a un certo punto prenderà una piega diversa, per aderire a tutt’altro genere letterario, assai in voga tra i lettori più giovani di tutto il mondo. L’autrice, venticinquenne barese, oltre alla scrittura coltiva la passione per la recitazione ma ha anche sperimentato generi musicali diversi, e con questo romanzo – un altro indizio per comprendere quale svolta prenderà la storia di Jennifer – inizia una vera e propria saga.

A entrare nella vita di Jennifer, fin dal suo primo giorno di scuola, è in particolare un bellissimo ragazzo, Richard Wollen, che la soccorre dopo un incidente automobilistico. In quella stanza d’ospedale, nonostante una prima impressione alquanto strana ricevuta a scuola, dove lui le era apparso “irreale”, Jennifer e Richard si conosceranno e diventeranno presto inseparabili. Tutto sembrerà filare liscio come in una perfetta love story liceale. Ma il ragazzo nasconde un segreto, e come lui altri ragazzi e ragazze della scuola. Ciò tuttavia non farà venir meno i sentimenti di Jennifer nei suoi confronti: «Non mi ero mai innamorata in vita mia, ma se i sintomi dell’amore erano i brividi, le farfalle nello stomaco e, soprattutto, quel sentirsi perennemente stupidi… allora ero fregata! Ero persa totalmente di quel ragazzo. Non pensavo si potesse amare così tanto una persona… ehm, Angelo».