“Una volta l’estate” di Ilaria Palomba e Luigi Annibaldi

Una postina ruba il figlio appena nato di Maya, casalinga, ex artista, mentre suo marito Edoardo, sottufficiale in missione in un luogo del Medio Oriente, è messo sotto torchio da un suo superiore. La madre di Maya sente sua figlia in pericolo, sola, incinta, a Roma. Il medico curante, il professor Curci, si accorge che alla sua paziente stia accadendo qualcosa di strano. Uno psichiatra, il dottor Traversi, cerca di ricomporre i frammenti della vita di Maya ed Edoardo. I due protagonisti si conoscono per le vie centrali di Roma, in un periodo in cui tutti sono in allerta per gli attentati terroristici. Di lì a poco si ritrovano ad abitare insieme a casa di Edoardo all’Eur. Maya comincia presto a odiare la sua nuova vita che la costringe a sacrificare la sua parte artistica.

È questa la storia su cui si innesta l’ultimo romanzo di Ilaria Palomba, scrittrice barese e collaboratrice di Scuola Omero, dal titolo Una volta l’estate (Meridiano Zero, pp. 160, euro 13), un thriller fatto di frammenti, punti di vista, luoghi fluidi, di cui è autrice a quattro mani con Luigi Allemandi. Palomba ha pubblicato negli anni scorsi il romanzo Fatti male (Gaffi), e ha tradotto in tedesco per Aufbau-verlag il suo precedente romanzo Homo homini virus (Meridiano Zero), vincitore del Premio Carver 2015 e terzo al Premio Nabokov 2015. Ha curato l’antologia di racconti e disegni Streghe Postmoderne (AlterEgo), di cui fa parte anche come autrice. Annibaldi è scrittore, editor e docente della Scuola Omero. I suoi racconti sono stati pubblicati dalla rivista “Linus” di Baldini&Castoldi, nella collana narrativa di Omero Editore (“Fantareale. Nuova antologia del racconto fantastico” e “Amore e Sesso Fantareale”) e sulla rivista internazionale “Les Cahiers européens de l’imaginaire”.

Quando Edoardo è via Maya incontra Anya, la misteriosa postina, che la metterà nelle condizioni di chiedersi cosa vuole davvero e tenterà di dimostrarle come vivere senza rinunciare. Qual è allora il ruolo del bambino che Maya porta in grembo? E del dottor Traversi? È andato tutto allora come racconta la ricostruzione di Maya? C’è ancora qualcosa che possono fare per salvarsi?