“Morire come schiavi” di Enrica Simonetti

Il fenomeno del caporalato compare e scompare periodicamente dalle cronache dei quotidiani quasi senza lasciar traccia, derubricato a una questione regionale, periferica, immutabile. Eppure sono vasti i territori della provincia italiana colpiti dagli abusi e dalle irregolarità nel lavoro in agricoltura. Di fronte a un sistema dei media che assiste generalmente silenzioso a questo diffuso problema, un ruolo importante è svolto da pubblicazioni come saggi e reportage giornalistici che provano a colmare l’assenza di approfondimento riguardante questo fenomeno.

Tra questi ultimi, uno dei più recenti è Morire come schiavi. La storia di Paola Clemente nell’inferno del caporalato di Enrica Simonetti (Imprimatur, pp. 144, euro 13). L’autrice è giornalista delle pagine culturali della “Gazzetta del Mezzogiorno”, ma si ritrova – come racconta in questo stesso libro – a dover confrontarsi in estate con una vicenda di cronaca apparentemente come tante altre: la morte, nelle campagne di Andria, di una donna di San Giorgio Jonico, Paola Clemente, impegnata nella pratica dell’acinellatura in uno dei numerosi vigneti di quel territorio. Sarà una storia che, invece, lascerà il segno, e che spingerà la cronista ad allargare il raggio delle sue ricerche, portandola ben oltre i confini pugliesi.

Dalla Calabria, dove nel 2010 si era verificata la rivolta di Rosarno e dove numerosi migranti continuano ogni anno a essere impegnati nella raccolta delle arance, al Piemonte, dove un altro bracciante, il rumeno Ioan Puscasu, viene trovato morto dopo una giornata di lavoro nella serra in cui era impiegato, “ovviamente in nero”. Per poi tornare in Puglia: a Nardò, dove negli anni scorsi è scoppiata una rivolta che ha ottenuto clamore nazionale guidata da Yvan Sagnet, oggi sindacalista della Cgil e in prima fila nella lotta contro il caporalato; in Capitanata, dove non è ancora stata trovata una soluzione al famigerato ghetto di Rignano Garganico; e a Oria, dove le lotte contro il caporalato risalgono alla prima metà degli anni Novanta.

Enrica Simonetti unisce i fili di queste e altre storie, attraverso la cronaca sul campo e interviste a chi, in ambiti diversi, ha contribuito ad analizzare il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro nelle campagne. E anche a chi ha provato a trovare soluzioni: una nuova legge in materia è stata infatti approvata proprio poche settimane fa dal Parlamento per combattere questo fenomeno. Funzionerà?

Si parlerà anche di questo venerdì mattina alle ore 10,30, presso la Sala Matutinum della Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia, all’interno della rassegna “Building Apulia”, dove il libro di Enrica Simonetti verrà presentato al fianco di un altro lavoro dedicato al mondo del lavoro in Puglia, La zattera di Fulvio Colucci (Il Grillo Editore).