“Irene e Frida” di Simona Cleopazzo

Il contatto con la propria interiorità, a volte, passa tra le pagine bianche di un libro tutto dedicato a se stessi. La scrittura di un “diario” rappresenta, per chi ne fa uso, una risorsa preziosa di introspezione e riflessione personale. Scrivere di sé, delle giornate scandite dagli impegni di lavoro, trascorse tra le mura domestiche o immerse nel caos cittadino può aiutare ad osservare il film della propria vita con un ritmo differente, più lento, in grado di cogliere dettagli confusi o sfumature emotive non facilmente comprensibili nella casualità del loro verificarsi. Vivere in pienezza la contingenza è una possibilità non sempre concessa e, solo con un attento esame di realtà, si riesce a comprendere a pieno il reale significato di un evento, di un gesto, di un pensiero o di un’emozione intensa.

Quanti di noi sono disposti a dedicare qualche attimo della giornata per specchiarsi davanti ad una pagina bianca che di certo non rifletterà l’immagine perfetta che la mente brama con ardore, ma rimanderà, autentica e sincera, una presa d’atto delle vite stonate che siamo costretti a vivere, delle sbavature emotive che proviamo durante il giorno e che a stento riusciamo a sopportare, dei rapporti umani che intrecciamo con gli affetti e degli effetti, benefici o tossici, che questi causano sul benessere psicofisico. Senza dubbio un atto di coraggio ma, a ben vedere, ricco di frutti da cogliere per approfondire la propria conoscenza interiore e il vero Sé.

Queste e molte altre riflessioni psicologiche emergono dalla lettura de Irene e Frida di Simona Cleopazzo edito da Musicaos (pp. 136, euro 13). Il racconto di due donne diverse per ruolo e status sociale che affidano alla scrittura privata di un diario l’intimità della loro vita fatta di dubbi, incertezze, verità difficili da accettare e passioni sopite da risvegliare. La loro penna indaga esistenze costruite su false identità, su compromessi accettati in logiche famigliari di osservanza e rispetto, lontane anni luce dai reali desideri e realizzazioni personali.

Sono confidenze intime di vite pronte al riscatto che, sul punto di rottura, tentano di giocare l’ultima carta utile per vincere un residuo di serenità in grado di lenire delusioni e amarezze, sentimentali e personali. Irene, moglie e madre devota, saprà dimostrare che una ribellione allo status quo opprimente e scandaloso non solo è possibile ma si rende necessaria. Frida, allo stesso modo, affiderà alle righe del suo diario note di speranza degne della sua giovane e promettente vita da studentessa. Attraverserà, con disarmante dignità, sfide e incontri capaci di trasformare un attimo di incertezza in un eterno moto dell’animo.

Angelo Urbano