“Breve commentario alla Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto” a cura di Stefano Donno

La Tavola smeraldina è un testo che secondo la leggenda sarebbe stato ritrovato in Egitto, prima dell’era cristiana. Il testo, che prende questo nome perché è stato inciso su una lastra di smeraldo, è stato tradotto dall’arabo al latino soltanto nel 1250. Soprattutto è un testo celebre tra tutti gli scritti ermetici, e viene attribuito a Ermete Trismegisto, leggendario personaggio di eta pre-classica e venerato come maestro di sapiena. La Tavola smeraldina apparve per la prima volta a stampa nel 1541, inclusa nel De Alchemia di Johannes Patricius. Stando a quanto riporta la tradizione, Ermete avrebbe inciso le parole della Tavola su una lastra verde di smeraldo con la punta di un diamante; in seguito, Sara, moglie di Abramo, l’avrebbe rinvenuta all’interno della sua tomba.

A corredo del testo della Tavola smeraldina è da poco disponibile un Breve Commentario a cura di Stefano Donno (I quaderni del bardo, pp. 44, euro 6). «Ermete Trismegisto è stato talvolta identificato anche con il dio Ermes e talaltra con Thot, dio egizio delle umane lettere, e dell’armonia geometrica», scrive il curatore, vicepreside della Libera Unversità di Studi Esoterici “Achille d’Angelo-Giacomo Catinella” di Lecce. Donno è inoltre laureato in filosofia all’Università degli Studi di Lecce e ha ricevuto nel 2013 una laurea HC in Juridical Science presso la Moscow University Sancti Nicolai.

Come spiega inoltre Enrica Perucchietti nella Introduzione a questo Commentario, «Donno ci spiega proprio come vadano interpretati il contenuto e la struttura della Tabula, analizzando passo a passo i suoi corollari e offrendo una illuminante e preziosa spiegazione che sarà certamente utile per l’iniziato quanto per colui che si avvicini per la prima volta a questo genere di tematiche. Sullo sfondo il suo leggendario autore, Ermete Trismegisto». E infatti ognuno dei dodici corollari è interpretato sinteticamente ma non senza approfondimento dal curatore, che nella sua nota introduttiva spiega: «La Tavola Smeraldina ha rappresentato una bussola fondamentale per raggiungere il centro del cuore, per vedere con altri occhi che cosa siamo e che cosa possiamo diventare. Scendendo nelle profondità del nostro essere, in silenzio e rispettando il silenzio, per anni o eoni […], si potrà divenire un essere tre volte grande, libero, forte, amorevole, sapiente, unico diradando le tenebre e divenendo guida sicura e fermo punto di riferimento per gli altri».