“Lo spiraglio” di Nelida Milani

Sono trascorsi pochi giorni dal Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe, che dal 2005 si celebra ogni anno in Italia il 10 febbraio. Una data con un significato preciso: il 10 febbraio del 1947, infatti, con il Trattato di Parigi, l’Istria diventava, a tutti gli effetti, territorio jugoslavo. A partire da quella data, l’esodo degli italiani che abitavano quelle terre, già iniziato durante il secondo conflitto mondiale, s’intensificò. Ben pochi rimasero ad abitare città, villaggi e terre che per secoli erano stati casa comune e segno d’identità, e per quei pochi iniziò una vita non facile.

Questa vicenda storica è al centro della raccolta di racconti Lo spiraglio, l’ultimo libro di Nelida Milani (Besa Editrice, pp. 164, euro 15). L’autrice è nata a Pola (Istria) nel 1939. Ha svolto per anni le mansioni di vicepreside e responsabile della Sezione Italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Pola. Ha pubblicato libri, saggi e articoli di carattere sociolinguistico. Nel 1991 esce, per Sellerio, la sua prima raccolta di racconti, Una valigia di cartone (Premio Mondello 1992). Nel 1998 scrive a quattro mani con Anna Maria Mori Bora (Frassinelli), un romanzo autobiografico sulle tormentate vicende della terra istriana viste attraverso gli occhi di un’esule e di una “rimasta”. È del 2007 Crinale estremo, mentre l’anno successivo arrivano i Racconti di guerra (pubblicati successivamente in sloveno). Nel 2013 esce la raccolta di racconti La bacchetta del direttore. Nel 2004, Nelida Milani è stata nominata commendatore con stella della solidarietà dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi.

In questo suo ultimo libro Nelida Milani torna a narrare l’Istria dei “superstiti”, delle serrande chiuse e delle finestre abbassate per sempre, l’Istria della confusione e dello smarrimento, ma anche della convivenza e della molteplicità di lingue. Dopo il successo di Bora, la scrittrice delinea con il tratto fine e delicato che le è proprio un mondo spesso dimenticato e rinnegato, attraversando gli anni e i decenni, traghettando lungo gli esiti della storia le vite di quanti hanno abitato, con fiducia e abbandono, una terra contesa all’incrocio di due mondi.