“Tempo di Libri”: un bilancio provvisorio

Ha chiuso i battenti ieri la prima edizione di Tempo di Libri, la prima fiera dell’editoria italiana di Milano. Nonostante la presenza di autori come Irvine Welsh, Abraham Yehousha, Luis Sepulveda, Roberto Saviano, Michela Murgia e Walter Siti (oltre a figure istituzionali come la presidente della Camera Laura Boldrini e diversi personaggi televisivi), il numero dei visitatori si è rivelato al di sotto delle aspettative, con 70mila biglietti staccati. A penalizzare l’affluenza probabilmente la scelta delle date, subito dopo la Pasqua e nel fine settimana del 25 aprile, ma la seconda edizione si farà.

Tra i tanti autori e le diverse istituzioni che hanno presentato i propri volumi lo scorso venerdì c’era anche il Consiglio Regionale della Puglia, con un incontro intitolato Cinema e informazione in Puglia. Per quanto riguarda la settima arte, è stato dato rilievo a due saggi editi da Edizioni Dal Sud, Il cinema di Fernando Di Leo a cura di D. Magnisi e M. Falcone e Il cinema di Emidio Greco, a cura di G. Lanzo.

Dopo i saluti di Daniela Daloiso, Dirigente Sezione Biblioteca e Comunicazione Istituzionale del CRP, Giovanni Memola (critico cinematografico e ricercatore affiliato all’Università di Winchester) ha fornito dettagli su questi due attori e registi in voga a cavallo del ventennio fascista: Fernando Di Leo in particolare, originario di San Ferdinando di Puglia, si è dedicato per anni al genere noir/poliziesco girando pellicole ambientate al Nord come Milano Calibro 9, La malaordina e Il boss, avendo il merito di trasportare sullo schermo un giallista come Giorgio Scerbanenco. Nuovi lavori su altri personaggi del mondo del cinema pugliese sono già in cantiere, tra cui uno su Francesco De Robertis, ritenuto da alcuni il vero padre del Neorealismo italiano.

Nella seconda parte dell’incontro è stato presentato invece il saggio Comunicazione politica alle origini della Repubblica, a cura di Vito Antonio Leuzzi, Direttore IPSAIC (Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea) e di Raffaele Pellegrino, ricercatore per lo stesso ente. I due autori hanno focalizzato l’attenzione sul ruolo di Radio Bari nella formazione di un’opinione pubblica negli ultimi due anni della Seconda Guerra Mondiale e soprattutto sulla centralità dei pugliesi Giuseppe Di Vittorio e Aldo Moro nel prendere parte alla creazione della Carta Costituzionale insistendo su due importanti concetti come il diritto al lavoro e il diritto d’asilo.

Marcello Filograsso