“Colpevoli” di Annalisa Graziano

Tra i volumi dedicati al mondo del carcere, insieme al già segnalato Reclusi di Anna Paola Lacatena e Giovanni Lamarca, va annoverato anche Colpevoli. Vita dietro (e oltre) le sbarre di Annalisa Graziano (edizioni la meridiana, pp. 196, euro 15,50). L’autrice, foggiana, è giornalista professionista. Laureata in Lettere Moderne, con un master in Scienze della Comunicazione, è la responsabile della Comunicazione e referente del “Tavolo carcere e volontariato” del CSV Foggia. Nel 2016 ha realizzato il reportage sul mondo penitenziario “L’altra possibilità”. Collabora con riviste di settore e lavora in un quotidiano locale. È assistente volontario del carcere di Foggia.

Come scrive don Luigi Ciotti nella Prefazione, non basta parlare solo di legalità. «Il rispetto delle leggi è importante, ma non garantisce la sicurezza se manca il suo presupposto fondamentale: la giustizia sociale, cioè l’opportunità, per ogni persona, di vivere una vita libera, responsabile e dignitosa. Necessario è allora mettersi in gioco perché il carcere cessi di essere in molti casi una “discarica sociale”, la destinazione di chi non ha i diritti previsti dalla Costituzione, dall’altro perché la pena diventi uno strumento di inclusione, come sempre prevede la Costituzione. A beneficio non solo delle persone detenute ma di tutti noi, se è vero che laddove il carcere è riuscito in questa funzione, il tasso di recidiva, la possibilità che le persone ricadano nel crimine, è stato drasticamente ridotto».

Questo lavoro nasce da una lunga chiacchierata con il direttore della Casa Circondariale di Foggia, Mariella Affatato. Dopo l’esperienza della mostra e del volume fotografico “L’altra possibilità. Reportage dal mondo penitenziario”, spiega Annalisa Graziano, «ho pensato di raccontare la vita e le vite dentro. Colpevoli è un viaggio nelle sezioni dell’Istituto Penitenziario foggiano, tra le celle, le aule scolastiche, i passeggi, nella cucina e in tutti i luoghi accessibili. È, soprattutto, la rivelazione delle storie che ci sono dietro i nomi e le foto segnaletiche cui ci hanno abituati la cronaca nera e giudiziaria. Non solo rapinatori, omicidi, ladri e spacciatori, ma anche uomini, padri, figli e mariti con storie che nessuno aveva ancora raccolto».