“Cronache della discordia” di Francesco Marocco

L’estate è tempo di letture distensive e rientra pienamente nel solco delle parodie dell’Italia contemporanea il secondo romanzo del barese Francesco Marocco, che ha esordito nel 2012 con Mai innamorarsi ad agosto (Fandango).

Cronache della discordia (Mondadori, pp. 288, euro 18) è un’opera corale che ha per protagonisti, insieme al premier (Mirko Bazzi), un giovane innamorato della ragazza sbagliata (Riccio), un’insegnante per vocazione (Culobasso), due candidati sindaco (Gino Matera e Bernardino Chiarelli) e una miriade di personaggi minori e macchiette: sono gli abitanti di due piccoli e immaginari comuni lucani divisi da un odio atavico e ora riuniti per volontà del governo in un unico municipio.

Per un caso fortuito, a loro spetterà decretare le sorti della nazione e provare magari a scardinare le logiche dell’ostilità e del campanilismo che da sempre condizionano i nostri rapporti: «L’Italia era quella, lo era sempre stata e così sarebbe rimasta, un posto unito solo sulla pelle di uno stivale, una mappa di conflitti tra regioni, città, paesini, quartieri, vicini di casa. Dovunque passi anche solo una strada, dovunque si affaccino anche solo due porte, ogni linea che disegna l’Italia traccia una separazione tra noi e qualcuno che non siamo noi, un altro a cui non ci accomuna nulla se non la stessa diffidenza che proviamo per lui e lui prova per noi».

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