“Vie d’uscita” di Rita Lopez

Un tempo nel quartiere Libertà c’erano 11 sale cinematografiche, 3 solo su via Napoli. Tra queste c’era anche il teatro della chiesa del Santissimo Redentore. Questo maestoso e imponente spazio, dotato di palcoscenico e gradinate, di cui oggi resta soltanto lo scheletro, torna a rivivere nel libro di Rita Lopez, Vie d’uscita. Salvarsi con i Led Zeppelin, Bach e Nilla Pizzi (Florestano 2016, pp. 92, euro 10), nel racconto intitolato Il teatro nel cuore del Libertà. Negli anni ’70-’80 un gruppo di ragazzi del quartiere Libertà, che gravitava intorno alla chiesa del Redentore, armati di scope, stracci e detersivi, rimise a lucido quello spazio comune per realizzare al suo interno uno spettacolo e cantare alla presenza di familiari, parenti, amici e commercianti che avevano dato il loro contributo per realizzare il sogno di quei ragazzi di calcare per la prima volta un palcoscenico. La musica in quel teatro salvò molti dei giovani di Libertà dalla strada e li aiutò a sfuggire a delinquenza e degrado, in un quartiere estremamente popoloso e molto difficile. Il palco di quel teatro fu calcato allora da Gennaro Nunziante, residente nel quartiere Libertà, regista e sceneggiatore, ben noto al pubblico pugliese, e non solo, per i programmi di Toti e Tata e per i film di Checco Zalone, o da Gianni Ciardo, altro noto artista barese. Non è un caso poi che sia attiva oggi un’iniziativa di recupero e rivalutazione delle sale cinematografiche del Libertà, a cominciare dall’ex Arena Moderno di via Napoli (progetto ExpostModerno), nell’ambito del progetto di recupero urbano Pop Hub, per ridare vita ad un cinema “di quartiere” che oltre ad essere un luogo di incontro è anche un punto di riferimento culturale per la comunità.

Ma se il teatro del Redentore “salvò” alcuni dei ragazzi del Libertà, la musica rappresentò una via di fuga per gli altri protagonisti dei racconti di Rita Lopez: per Marianna, infaticabile operaia presso la Manifattura dei tabacchi, per Sara, adolescente costretta a portare un grosso fardello sul cuore, e per Davide, cresciuto tra le acciaierie di Taranto. Nei racconti trovano spazio anche i ricordi autobiografici dell’autrice: dalle lezioni del nonno alla pianola elettrica, alla prima opera gustata al Teatro Petruzzelli con zia Teresa, all’inizio dell’università a Roma. E tutte le vite dei protagonisti sono tenute strettamente insieme dalla musica: qualsiasi genere di musica, classica, rock o neomelodica, è per loro salvifica.

Piacevole e fluida è poi la scrittura della Lopez che ogni tanto cede il passo ad espressioni in dialetto barese che hanno il pregio di avvicinare ancor di più il lettore alla realtà dei personaggi presentati.

Il libro Vie d’uscita di Rita Lopez sarà presentato domani, venerdì 24 novembre, alle ore 10.30 presso la Teca del Mediterraneo – Biblioteca del Consiglio Regionale, per la rassegna “Building Apulia”, insieme al libro di Annatonia Margiotta Frammenti di vita pendolare (Edizioni Città Futura).