“Sempre verso Itaca” di Bianca Sorrentino

Il mito antico non ha mai smesso di esercitare il suo richiamo culturale, ma anche il suo fascino di storie senza tempo. Il mondo contemporaneo ha anzi affidato al mito, attraverso i suoi personaggi e i suoi racconti, il compito di essere rappresentato in numerosi e diversi contesti: su tutti, la letteratura e le arti, da sempre strumenti privilegiati per la riproduzione dei miti. Sul rapporto tra Mito classico e poesia del Novecento già nel 2016 aveva visto la luce un’utile e ben studiata antologia a cura di Bianca Sorrentino; la stessa autrice ha ora ampliato la propria ricerca, affidando a una nuova pubblicazione, Sempre verso Itaca. Itinerari tra mito e riletture contemporanee (Stilo Editrice, pp. 164, euro 14), l’approfondimento di altri percorsi tematici al cui interno mito antico e mondo contemporaneo dialogano senza soluzione di continuità, attraverso testi della letteratura internazionale provenienti quasi da ogni angolo del pianeta.

Come scrive Claudio Schiano nella Postfazione, infatti, la sfida principale lanciata dall’autrice ai lettori è «di seguirla in una indagine […] anche attraverso la duratura sopravvivenza del mito stesso, rivestitosi nei secoli di mille significati diversi». Significati in gran parte originali, talvolta dichiaratamente ostili a quella che ancora Schiano definisce «una visione rasserenante del mito antico». I percorsi tracciati da Sorrentino, che attraversano gli otto temi del viaggio, della memoria, della verità, della condivisione, della poesia, del lutto, del ravvedimento e della ricerca, tendono a incontrarsi proprio su questo punto: la ricchezza e la varietà dei richiami al mito nella letteratura contemporanea non si adagiano su un terreno già preparato dai testi letterari delle epoche precedenti, ma si avventurano in territori poco o per nulla esplorati, che pongono il mito in diretta connessione con le grandi questioni della contemporaneità: la libertà dalle dittature, la ricerca della propria individualità, gli slanci verso l’affermazione di una propria autonomia rispetto alle convenzioni esterne.

Dai Dialoghi con Leucò e dalla poesie giovanili di Cesare Pavese, alle opere di Valeria Parrella, passando per l’Enea di Caproni e la Cassandra di Amelia Rosselli, non mancano i riferimenti alla letteratura italiana (con un’incursione cinematografica nel caso dell’Edipo Re di Pasolini e finanche nella graphic novel per il Poema a fumetti di Dino Buzzati con una rivisitazione del mito di Orfeo e Euridice). Ma, come per il precedente Mito classico e poesia del Novecento, l’abilità dell’autrice è quella di recuperare vere e proprie gemme della letteratura internazionale, inserendole all’interno dei percorsi tematici: è in fondo questo il senso della «mappatura di un materiale titanicamente indomabile» segnalato da Francesco Paolo Del Re nella sua Prefazione al volume.