“Assonanze Notturne e altri racconti” di Lorena Liberatore

Assonanze Notturne e altri racconti (Messaggi Edizioni, pp. 126, euro 15) è il titolo di un lavoro e insieme una dichiarazione d’intenti della poliedrica Lorena Liberatore. In quest’opera i cui echi sono richiami all’essere, l’autrice dispone su pagine le linee scure e marcate come note musicali in forme, colori di sottile asprezza, mimetizzata da offerte di delicata eleganza. I suoi racconti appaiono come sassolini o fiammelle, sussurri sui sentieri smarriti dall’anima che, destatasi in un bosco “d’adulte sagome”, avvia un confronto tra l’immaginato e l’inimmaginabile.

Una costellazione di tracce fiammanti, di sperimentazioni che vanno dalla commedia al noir; groviglio di vene e arterie volte verso la polare incastonata nelle volte altissime della notte, nei percorsi mentali e misteriosi che appaiono all’imbrunire.

Sono impasti di riflessioni filosofiche luminanti, per quanti intendono mettersi in viaggio e attraversare gli inferni delle proprie ombre, setacciando negli inchiostri neri: ricerca di nuove assonanze con realtà.

Attraverso questi racconti ritroviamo il fiabesco affilato che, nel fendere l’indecifrabile, squarcia i veli del confuso e libera musicalità seducenti, quasi scie di profumo ondeggiante nelle maree oscure del cuore. Nella bruma dell’apparente “l’Odisseo lettore” trovasi a navigare in surrealistiche situazioni erotiche e così il miraggio favoloso seduce il suo inconscio, lo estrapola dalla ritualità svuotata del quotidiano, lo allontana dall’offuscante dinamicità delle contraddizioni umane, ponendolo in una posizione privilegiata dell’ascolto nel quale, piroettando, ritrova i semi dell’umanità errante.

Questi scritti strizzano l’occhio disincantato al pellegrino nel deserto, alla ricerca della fonte delle idee, per il quale ha tasselli d’arte compiuta del vivere la libertà troppo spesso anestetizzata, assediata da ostilità rumorose. Un libro, quello della Liberatore, come consecuzione di narrazioni eleganti su binari che sobbalzano fantasticamente per giungere a un rapporto catartico, ovvero di purificazione d’anima e corpo da consegnare alla magia della bellezza.

Salvo Jethro Brifa