“Pasquale Sorrenti. Il principe dei librai”

Pasquale Sorrenti, Il principe dei librai (LB edizioni, pp. 81, euro 10) è una raccolta di testimonianze, interviste, articoli di giornale, ricordi personali di una figura, quella di Pasquale Sorrenti, che ha animato per oltre 40 anni la vita culturale di Bari. L’idea di questo libro è venuta a Luigi Bramato e Valeria Bottalico in occasione dell’intitolazione a Sorrenti, il 27 settembre 2017, da parte del Comune di Bari, di un piccolo giardino sul lungomare Imperatore Augusto.

Accompagnata da una Prefazione di Angelo Tomasicchio e da una Introduzione e Postfazione dei due figli di Sorrenti, questa raccolta a più voci si discosta in verità solo in parte dalla linea editoriale della LB edizioni: stavolta ad essere recuperato non è più un libro datato o dimenticato, ma una figura che ha dedicato la propria vita ai libri, al recupero e alla conservazione della memoria culturale barese e pugliese e della sua enorme ricchezza, in tutti gli ambiti del sapere. Sorrenti, appunto, non fu solo un libraio, ma fu un erudito «autodidatta», come soleva definirsi, la cui attività poliedrica di storico infaticabile e poeta vernacolare è ben riassunta da Gianni Cavalli, nonché dalla bibliografia essenziale posta alla fine del volume. L’enorme conoscenza della cultura pugliese è d’altronde messa in risalto da un’intervista di Giorgio Saponaro a Sorrenti, risalente al 1981 e contenuta nel volume Le voci della città (Adda). Da queste parole emerge la vastità di interessi e la profondità dell’erudizione che Sorrenti possedeva, nutrite dalla sua enorme biblioteca che donò poi al Comune di Bari. La sua attività di ricerca spaziava dalla poesia, alla pittura, all’architettura, alla toponomastica, alla musica, al teatro, alla storiografia.

Le “voci” di questa raccolta non si concentrano però solo sull’uomo, pacato e dal carattere spigoloso solo all’apparenza, ma si soffermano sul luogo fisico a cui egli diede vita: la libreria, con le sue «stalagmiti» di libri impilati e il caos calmo nel quale Sorrenti si muoveva con disinvoltura sorprendente. Era lì infatti che Sorrenti studiava e scriveva i propri libri.

La libreria di Pasquale Sorrenti in via Andrea da Bari, 79 non fu soltanto un ‘negozio’ di libri, bensì un vero e proprio luogo d’incontro e scambio culturale. Di lì sono passate intere generazioni di intellettuali (e non solo), poeti e filosofi baresi, da Giorgio Saponaro e Vittorio Stagnani sino a Vito De Fano, Vito Maurogiovanni nonché Hrand Nazariantz, di cui Sorrenti era personalmente amico.

Il libello pensato da LB edizioni è non soltanto un omaggio a un grande barese, ma anche ad una Bari che non esiste più, che piacerà ricordare a chi l’ha vissuta e certamente interesserà ancor di più chi non ha potuto farlo.

Stefano Costanzo