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Pagine di Russia 2018, dal 6 all’11 novembre a Bari

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Il Festival Pagine di Russia apre i suoi battenti: martedì 6 novembre 2018 alle ore 18.00 presso il Centro Polifunzionale Studenti dell’Università di Bari si terrà il primo appuntamento del Festival con l’incontro «Sognai di essere zar, scià, khan, re… »: viaggio nella Russia di A.N. Radiščev a cura di Bianca Sulpasso, studiosa dell’Università di Macerata e a cui sarà presente anche Michele Bollettieri, console onorario di Russia a Bari; a seguire, alle ore 19.30, la Libreria Prinz Zaum (via Cardassi 93) ospiterà l’incontro Sei slavisti in libreria: dialogo sulla letteratura russa contemporanea durante il quale interverranno gli slavisti Massimo Maurizio (Università di Torino), Claudia Olivieri (Università di Catania), Laura Piccolo (Università di Roma Tre) e la stessa Bianca Sulpasso insieme ai docenti Marco Caratozzolo e Simone Guagnelli (Università di Bari), direttori scientifici del Festival. L’evento sarà anche occasione per presentare il CCƆP (Centro Interuniversitario per lo studio della Cultura e della Controcultura Post-sovietica) che, fra i suoi obiettivi, mira a promuovere la ricerca scientifica e la divulgazione sulla Russia post-sovietica.

Il Festival letterario ‘Pagine di Russia’ è organizzato dalla Stilo Editrice e dalla Cattedra di Lingua e letteratura russa del Dipartimento di Lettere Lingue Arti Italianistica e culture comparate dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ e sarà dedicato, in questa sua V edizione, alla figura dello zar e al suo rapporto con il popolo. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari e con l’Associazione Italiana degli Slavisti e ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bari.

In questa edizione si volge attenzione al rapporto tra il potere e il popolo, cercando di analizzare la figura dello zar e il suo legame con i sudditi sotto vari punti di vista: la censura, l’arte, il potere legislativo, il folclore, la paternità.

Il percorso è stato progettato per giungere infine a una riflessione sull’attualità, in particolare sulla provocazione suggerita da un’espressione – ‘Zar Putin’ – ormai abusata dalla stampa italiana ed estera. Il presidente russo è davvero una figura che ricorda quella dello zar ottocentesco? Il suo operato è davvero orientato a un oscuramento della volontà del popolo oppure è una figura percepita come portatrice di nuove istanze di libertà? A quest’ultimo quesito cercherà di rispondere Claudia Olivieri, talentuosa slavista dell’Università di Catania, già nota agli appassionati del Festival, che vanta una profonda conoscenza della Russia contemporanea. Lo zar e il suo popolo, dunque: il sottotitolo del festival riecheggia importanti motivi dostoevskiani, coordinate utili per muoversi attraverso alcuni momenti cruciali dell’evoluzione del rapporto tra lo zar e il popolo.

Il Festival si inaugura il 6 novembre con Bianca Sulpasso, docente di Letteratura russa dell’Università di Macerata e studiosa del Settecento russo, che si soffermerà sul difficile rapporto tra la zarina Caterina II e lo scrittore Radiščev; si prosegue con Laura Piccolo, dell’Università di Roma Tre, che parlerà dello Zar davanti al Folle in Cristo, singolare figura del folclore sacro russo, il cui martirio si pone come ipostasi della libertà davanti allo ‘zar Erode’; Massimo Maurizio, ormai una colonna portante del Festival, tratterà il delicato passaggio dal potere dello zar e quello dei soviet all’alba della Rivoluzione, filtrato attraverso la figura del poeta Kropivnickij. L’8 novembre Giuseppina Giuliano dell’Università di Salerno tornerà, invece, all’Ottocento, con la figura dello zar e del suo rapporto con il popolo nel prisma dell’opera teatrale e musicale russa.

Ampio spazio, com’è tradizione di questo Festival, sarà dedicato alla divulgazione sulla Russia fuori dagli ambienti accademici: la sera di martedì 6 novembre presso la libreria Prinz Zaum, i sei slavisti ospiti del Festival parleranno di letteratura russa contemporanea e presenteranno ufficialmente il ‘Centro interuniversitario di studi sulla letteratura post-sovietica’, diretto da Massimo Maurizio; il 9 novembre invece, al termine della conferenza all’Università, presso l’Officina degli Esordi, avrà luogo Tradurre, tradire, travisare. Breve antologia della poesia russa tra i dialetti italiani (In memoria di Claudia Menga), un incontro studiato per far sentire la vicinanza dell’arte russa alla nostra terra italica attraverso la lettura, con accompagnamento musicale, di versi russi e la loro traduzione in alcuni dialetti italiani: bergamasco, romano, torinese, maceratese, catanese e alcuni tra i più rilevanti idiomi pugliesi.

Sabato 10 novembre, una visita alla Chiesa russa di Bari e il consueto appuntamento dedicato ai ‘lettori in erba’ a cura dall’Ass. Raduga in collaborazione con la Libreria Svoltastorie, arricchiscono il già variegato programma del Festival che quest’anno ospita anche un incontro ‘internazionale’ con il poeta Semën Chanin, autore lettone di lingua russa, a cui è riservato un appuntamento presso la Libreria MilleLibri (via dei Mille 16).

Il palcoscenico e la gastronomia, com’è tradizione, chiuderanno il festival: domenica 11 novembre si avrà l’occasione di stare A tavola con gli zar, nell’ambito di una iniziativa organizzata dall’Associazione Ciboacculturarsi, che allestirà un pranzo con menu russo ottocentesco durante il quale alcuni slavisti dedicheranno degli interventi alle icone, alla figura dello zar e alla convivialità russa. Per questo appuntamento la prenotazione è obbligatoria (progetti.stiloeditrice@gmail.com, 080 9905095).

Il calendario degli eventi e il programma completo del Festival sono disponibili sul sito della casa editrice (www.stiloeditrice.it).

“Letterature delle periferie dʼEuropa” dal 10 al 29 ottobre

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Mercoledì 10 ottobre alle ore 18.00 presso la Libreria Laterza (via Dante, 53) si terrà l’incontro Voci dalle periferie europee tra geopolitica e letteratura, primo appuntamento della rassegna letteraria internazionale Letterature delle periferie dʼEuropa che avrà luogo in Puglia dal 10 al 29 ottobre 2018; la rassegna è legata al progetto Voices from European peripheries della Stilo Editrice, risultato vincitore nella call 2016 del Bando per le Traduzioni Letterarie di Europa creativa. L’incontro, durante il quale interverranno Vito Lacirignola (editore Stilo Editrice), Giovanna Gioja (europrogettista) e Marco Caratozzolo (Università degli Studi di Bari), intende soffermarsi sul delicato rapporto tra Geopolitica e Letteratura, instauratosi in particolar modo nei paesi protagonisti della rassegna – Norvegia, Georgia, Turchia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Cipro – e sulle direttrici che hanno portato allo sviluppo del progetto Voices from European peripheries.

La rassegna Letterature delle periferie d’Europa ospiterà questa settimana anche due incontri con il bosniaco Berislav Blagojević, autore del romanzo Più silenzioso dell’acqua (Stilo 2018): venerdì 12 ottobre alle ore 10.30 presso l’Aula Giulio Regeni (VI piano, Palazzo Del Prete, Università degli Studi Bari), l’autore dialogherà con il prof. Giuseppe Cascione (docente di Filosofia Politica) e con Alfredo Ferrara (borsista IISF). Sabato 13 ottobre, alle ore 19.00, al Museo Civico di Bari (strada Sagges 13) Blagojević incontrerà i lettori per la presentazione del romanzo; all’incontro parteciperà anche Danilo Capasso, il traduttore dell’edizione italiana. A moderare, Paola Romano (Assessora alle Politiche Giovanili, Comune di Bari).

Voices from European peripheries. Literature, lost and rediscovered identity è fra i 39 progetti che nel 2016 hanno vinto il bando promosso da Europa Creativa e che sono stati cofinanziati dal programma di Traduzioni Letterarie della Comunità Europea, a cui sono stati presentati 242 progetti da parte di 35 Paesi. La Stilo Editrice è una delle tre case editrici italiane la cui proposta progettuale è stata valutata positivamente e ammessa a finanziamento. Il progetto – inserito fra le iniziative dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 – ha ricevuto anche il sostegno del Consiglio regionale della Puglia e riguarda la traduzione di sei opere narrative di autori residenti in aree geografiche ai confini del territorio europeo o con esso confinanti: Norvegia, Georgia, Turchia, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Cipro. Le opere selezionate, che hanno già ottenuto importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, sono state tradotte nel 2017 e sono oggetto di un tour promozionale che coinvolge gli autori e i traduttori attraverso festival e iniziative di vario tipo. Si tratta di testi che raccontano il passato e il presente dei popoli al confine o di quelli che premono per entrare nella Comunità Europea.

L’idea chiave riguarda le fratture che caratterizzano l’Occidente e che sono anche la conseguenza di tensioni serpeggianti nelle nazioni di periferia; tensioni legate ai mutamenti verificatisi negli ultimi decenni: crisi della globalizzazione, intensità dei movimenti migratori, nuovi scenari geopolitici, marginalizzazione dell’Europa, emergere di nuovi soggetti protagonisti della scena mondiale come Cina e India, fallimento delle primavere arabe. Tutti fattori che hanno rimesso in moto la storia.

I popoli si spostano e si muovono alla ricerca di una più forte identità, i problemi dalla periferia si ripercuotono al centro, le democrazie si rivelano incapaci di governare questi mutamenti, riaffiorano nazionalismi e populismi.

La letteratura apre delle finestre sul mondo, ritrae la condizione di un popolo e ne coglie tensioni e aspirazioni. Quasi percorrendo una circonferenza immaginaria al cui centro c’è l’Italia – e la Puglia –, il progetto letterario si muove allargando lo sguardo a pagine, autori e case editrici operanti nel Nord Europa, nello scenario balcanico e nell’area mediterranea. La disgregazione della Jugoslavia in Bosnia ed Erzegovina e Serbia non rappresenta, infatti, una frammentazione esclusivamente geopolitica, ma una ferita ancora aperta; in Georgia la ricerca di un’autonomia rispetto all’Unione Sovietica ha determinato nuovi conflitti etnici e sociali; la Turchia, per collocazione geografica ponte naturale tra Oriente e Occidente, deve fare i conti con la storia dei diversi popoli; a Cipro, crocevia di etnie e lingue, l’identità è ricca di sfaccettature; mentre la Norvegia, nazione ricca, moderna e laica, è impegnata nel realizzare un difficile equilibrio tra identità e integrazione. Queste storie, raccontate attraverso diversi generi letterari (romanzo, racconto, reportage) permettono di entrare nelle pieghe della storia cogliendo quei fili sottili che, malgrado le distanze, uniscono i cittadini europei del presente e del futuro.

Il progetto vuole contribuire alla creazione di una più forte identità europea, un’altra Europa, – frammentata attualmente in 28 Stati – e si propone, attraverso la diffusione delle opere, di promuovere l’attenzione verso le lingue minoritarie e le relative letterature, in cui è particolarmente avvertito il tema dell’identità.

Tutti i volumi sono stati tradotti da traduttori di grande esperienza e in alcuni casi sono stati arricchiti da contributi di esperti; differenti per contenuto e stile, rivelano un filo conduttore: parlano di memoria, identità, guerre e fughe, vittorie e sconfitte, passato e futuro.

Torna “filecenza! Libri sotto gli alberi” dedicata alla drammaturgia

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Torna “filecenza! Libri sotto gli Alberi” giunto quest’anno alla sua VII Edizione. Il Piccolo Festival di Letteratura, che coniuga l’amore per la Natura con quello per la Lettura, si svolgerà Domenica 16 Settembre presso in CEA WWF Masseria Carrara di Bari-Modugno.
Nell’arco della mattina, a partire dalle ore 10.30 e sotto l’arco protettivo degli ulivi secolari del parco di pertinenza di Masseria Carrara gli autori, coadiuvati dal Direttore artistico del Festival Andrea Cramarossa, presentano i propri libri. Letture a cura di Fabio Bellomo, Emilia Brescia e Federico Gobbi.
L’accesso al Festival è libero e gratuito.

L’Edizione di quest’anno è dedicata alla Drammaturgia con la presentazione dei seguenti lavori: “La Merda” di Cristian Ceresoli (Ed. Gallucci) e “Malagrazia” di Michelangelo Zeno (Ed. Caracò). Saranno presenti gli autori e Giuseppe Isgrò della Compagnia teatrale milanese Phoebe Zeitgeist.

Nei giorni precedenti al Festival (Venerdì 14 e Sabato 15 Settembre) si svolgerà una Masterclass di scrittura condotta da Cristian Ceresoli.
In questa Masterclass si sperimenterà il lavoro artigianale dello scrivere, ripercorrendo le tappe che hanno portato alla produzione de “La Merda”, l’opera – tradotta, pubblicata o messa in scena in numerose lingue e in tutto il mondo – che è valsa a Cristian Ceresoli il Fringe First Award for Writing Excellence al Festival di Edimburgo. Una visione artistica personale, unica, che “tocca” il rock e tenta la “fuga” dal suicidio culturale di massa.
In occasione del Festival sarà presente la Libreria del Teatro di Bitonto per l’eventuale acquisto dei volumi presentati.
A conclusione del Festival: pranzo conviviale a Masseria Carrara.
Nel pomeriggio: visita guidata nel parco del Centro di Educazione Ambientale a cura di Maria Panza, coordinatrice del Centro.
Il Festival “filecenza! Libri sotto gli Alberi” è inserito in Puglia Letteraria, portale di ricerca sviluppato dal Dipartimento di Studi Umanistici (DISUM) dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro (www.puglialetteraria.it).

Luogo (coordinate GPS: 41°06’49.3’’N; 16°46’45.9’’ E):
Il Festival si terrà presso l’antica masseria fortificata di fine settecento Masseria Carrara sede del CEA (Centro di Educazione Ambientale) WWF e situata nella Zona Industriale tra Bari e Modugno in via delle Rose. La Masseria è raggiungibile con i mezzi pubblici centro di Bari con la Linea Ferrotramviaria FM1 (fermata: Cecilia).

Il XIX workshop di Teca del Mediterraneo a Bari

Venerdì 13 aprile si è tenuto, a Bari, il XIX workshop di Teca del Mediterraneo, dal titolo “La bellezza abita in biblioteca. Architettura, patrimoni, comunità”, organizzato in collaborazione con l’AIB – Sezione Puglia, con la partecipazione dell’AIE e il patrocinio dell’editrice Bibliografica.

Dopo i saluti istituzionali, Anna Vita Perrone, Dirigente presso la Sezione Biblioteca e Comunicazione Istituzionale del Consiglio Regionale, ha dato il via ai lavori della prima sessione del workshop: “Scenari. La Bellezza in biblioteca: dove cercarla, come trovarla”. Tanti sono stati gli interventi, e le voci di importanti ricercatori e docenti hanno dato spessore all’incontro e al confronto. Nell’immaginario collettivo, la bellezza della biblioteca è associata soprattutto al patrimonio architettonico e culturale che essa custodisce. Tuttavia, una biblioteca è un insieme frammentato di spazi differenti (spazio architettonico, antropologico, bibliografico, digitale, ecc.), che corrisponde a una altrettanto complessa frammentazione del sapere. La ricerca della bellezza consiste dunque nel tentativo di ricomporre in un insieme armonico questa frammentazione, cercando di accogliere anche nuovi supporti e una nuova concezione della lettura stessa. A conferma, sono state menzionate le analisi dei dati sul mercato editoriale condotte da AIE. La biblioteca ha quindi un duplice compito: quello di conservare e tramandare il sapere, e quello di aggiornarsi continuamente, per rispondere alle esigenze sempre più diversificate della comunità. Un luogo tale deve essere frutto di un’opera collettiva, interattiva e ad aggiornamento continuo – e deve adattarsi ai cambiamenti del mercato, dei canali di vendita, e della forma stessa del libro.

“Esperienze. Praticare la bellezza” è stato invece il titolo della seconda sessione, introdotta e coordinata da Antonella Agosti, Responsabile della Biblioteca del Consiglio Regionale Lombardia. La bellezza, si è detto, è patrimonio, ma sarebbe sbagliato pensare che questo consista solo di libri. Le biblioteche italiane vantano, infatti, anche un enorme patrimonio musicale; o, ancora, esse possono inserirsi in una rete che, come testimonia l’esperienza del sistema Gusto d’Arte di Ceglie Messapica, può coinvolgere anche l’arte e la cucina. Resta il fatto che il fulcro dell’attività delle biblioteche, sempre più concepite come luoghi di aggregazione e di inclusione sociale, è la comunità degli utenti. La bellezza, infatti, abita in biblioteca quando l’utente diventa alleato propositivo, di più ancora quando il coinvolgimento del cittadino riguarda la realizzazione stessa di una biblioteca. In questo ambito, rilevante è l’apporto dato dal bando pubblico SMART-IN, la strategia regionale per il rilancio del patrimonio culturale, forte di garantire valorizzazione, fruizione e restauro dei beni culturali in Puglia. Con l’ausilio di strumenti come questo e grazie alla partecipazione di centinaia di volontari, ha preso piede una “rivoluzione gentile”, che ha fatto della biblioteca il fulcro del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, e il luogo a partire dal quale praticare la bellezza dell’offrire e del condividere.

L’incontro è stato occasione di profonde riflessioni, e ha rappresentato un veicolo di nuove idee e ispirazioni da mettere in pratica.

Anastasia Komarova

“La casa dei venti” di Salvatore Ritrovato a Millelibri

Lo scrittore russo Daniil Charms diceva che bisogna scrivere versi tali che, a lanciarli contro la finestra, il vetro si deve rompere. Resterebbe piacevolmente sorpreso nel sapere che, a Bari, con i versi e le poesie si fanno le pareti e le vetrine: così, la giovane imprenditrice Serena di Lecce ha dato vita a Millelibri, la prima libreria in Italia interamente dedicata alla poesia.

Il 18 aprile scorso, questo coraggioso spazio ha inaugurato il suo ciclo di appuntamenti (“Occasioni”) con la presentazione dell’ultima plaquette di Salvatore Ritrovato, La casa dei venti (Il Vicolo, pp. 45, euro 12).

Serena ha aperto l’incontro con la lettura della poesia montaliana La Casa dei doganieri (che “desolata t’attende dalla sera/ in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri/ e vi restò irrequieto”), la cui eco distintamente si leva dal titolo – e non solo della plaquette: Ritrovato, docente e critico di Letteratura italiana presso la “Carlo Bo” di Urbino e acuto conoscitore della tradizione poetica, aggiunge qualcosa di proprio e al contempo guarda indietro e dialoga col ‘900 poetico, attraverso richiami ipertestuali sparsi lungo le pagine.

La peculiarità delle raccolte di poesia è quella permeabilità del testo che permette di accedervi da un punto qualunque, e in questo caso il lettore rintraccerà, a ogni approccio, una delle declinazioni del tema dominante, quello dell’Io: la “materia molle” che ci troviamo a maneggiare nel corso della nostra esistenza. Materia che lascia spazio a ruvidi interrogativi: dietro l’Io ci siamo noi, o c’è un groviglio di pensieri le cui strade ci portano altrove, lontano? “Io […] non lascia di sé figura né volume, ma un incrocio / di linee in fuga dal paesaggio che lo innerva” si legge al principio del testo, come una sorta di ammonimento. La poesia che dà il titolo alla raccolta prende in prestito il nome da un b&b barese caro all’autore, luogo evocativo di brevi e intensi soggiorni, cui fare ritorno fisicamente, ma anche tramite quell’itinerario dell’anima fissato sulla carta. Ritrovato ripercorre alcune proprie esperienze, e cerca di organizzare i ricordi, insieme alla consapevolezza che “Io lascia dietro di sé una voragine […] Un giorno arriva il vento e cala il sole, / di tanta fatica qualcuno ricorderà l’amore”.

L’altro grande tema della raccolta è, infatti, la memoria come spazio di convidivisione: l’importanza di trovare qualcuno che condivida con noi un ricordo, e recuperare così il fattore umano attraverso un ridimensionamento dell’Io, per ritrovarsi in uno spazio comune che finalmente non separa, ma avvicina. L’Io che incontriamo in queste pagine potrebbe essere chiunque di noi: qui sta il prodigio lirico-esistenziale, e ciò che rende la poesia qualcosa di più che un “genere” letterario, e cioè un effettivo modo di utilizzare il linguaggio e giungere al cuore del vissuto di ognuno. Poiché chiunque ha la propria Casa dei Venti, quella casa “in cui i venti tornano e non è lontana da qui. Certi giorni è a portata di mano […] raccoglie le voci della strada, i pensieri degli uomini, i sogni di chi torna e di chi arriva”.

Rossella Mariani

Scritti di ieri e di oggi per la storia della chiesa di S. Angelo di Ruvo di Puglia

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L’affascinante racconto della storia religiosa di Ruvo di Puglia si arricchisce di un nuovo capitolo: verrà presentato giovedì 11 gennaio 2018 Scritti di ieri e di oggi per la storia della chiesa di S. Angelo di Ruvo di Puglia, interessante volume a cura di Cleto Bucci, con la prefazione di Mons. Nicola Girasoli ed edito dall’Università della Terza Età per i tipi della CSL Pegasus di Terlizzi. Il libro è dedicato all’indimenticato don Paolo Cappelluti, parroco della stessa chiesa e custode appassionato dei beni storici e artistici della diocesi.  In poco meno di 130 pagine, narra la storia centenaria del tempio dedicato all’Arcangelo, attraverso testimonianze storiche e ricerche di autori contemporanei.

Alla serata di presentazione, programmata alle ore 18.00 nell’Auditorium “Mons. Francesco Lorusso” interverrà il Vescovo Mons. Domenico Cornacchia, la prof.ssa Rita Leone, il presidente UTE don Vincenzo Speranza, il Sindaco di Ruvo, Prof. Avv. Pasquale Chieco, l’Assessora alla Cultura, Prof.ssa Monica Filograno e il curatore del volume Cleto Bucci.

Il racconto, corredato da un ricco repertorio fotografico spesso inedito, parte dagli scritti di Padre Michelangelo da Cassano e di Francesco Lojodice che raccontano, rispettivamente, le vicende e l’aspetto della chiesa in occasione della riedificazione settecentesca e la composizione degli altari esistenti nel luogo sacro. Un manoscritto inedito di Francesco Paolo Chieco riporta alla memoria la santità “popolare” del Beato Bernardino da Ruvo, miracoloso uomo pio ormai rimosso dalla memoria comune.

Carmelo Cipriani, storico dell’arte, apre la parte “contemporanea” con uno sguardo alle due opere pittoriche più note del tempio: l’Adorazione dei Magi e la Madonna degli Angeli, entrambe realizzate dal pittore-mercante Gaspar Hovic. Il pittore, uno dei protagonisti della pittura cinquecentesca pugliese, realizza per la Cappella Avitaya della chiesa ruvese la sua ultima opera ad oggi nota, concentrando in essa esperienze e conoscenze acquisite durante la sua vita.

Nella quinta parte del volume, Domenico Cotugno propone un viaggio nell’ipogeo di sant’Angelo. Nei sotterranei della chiesa vi sono i luoghi sepoltura delle famiglie notabili della città, tra cui quella dell’autore, visitati dallo stesso e dai ragazzi del C.T.G. Torre del Pilota nel corso degli anni Settanta. Le foto a corredo, inedite, ben esplicitano lo stato dei luoghi all’epoca e denotano la scarsa “attenzione” riservata nel passato ai consunti resti mortali.

Nella parte affidata al sottoscritto, si delineano le vicende dell’antico presepe della chiesa affidando la narrazione ai documenti d’archivio, alle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno e ai ricordi dei più anziani. Le immagini presentate hanno una doppia funzione: forniscono un utile strumento di confronto tra gli antichi presepi monumentali e quelli moderni ma al tempo stesso custodiscono la memoria di questa importante testimonianza di fede e devozione.

In coda al volume, sono presentate le schede relative all’organo della chiesa, restaurato su interessamento di don Paolo, e alle opere d’arte del tempio secondo l’inventario redatto nel 1972 dai giovani del C.T.G. coordinati dal curatore di questo volume. Le foto delle opere testimoniano come in questi trent’anni, il degrado delle statue non si sia affatto fermato e dimostrano quanto appare, oggi, necessario e impellente, provvedere a un loro definitivo e completo restauro.

Questo volume vuole essere, quindi, un invito a estendere le ricerche sulla chiesa di Sant’Angelo ma anche su tutti gli altri luoghi sacri della città perché, come ben dice Mons. Girasoli in prefazione, conoscere bene il luogo dove abitualmente si prega contribuisce ad avvicinarsi di più a Dio.

Francesco Lauciello

“Conversazioni dal Mare” a Molfetta

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Si terrà domani, 22 settembre, alle ore 20.30, nella sala del Museo Diocesano di Molfetta la presentazione de Il Maestro di Francesco Carofiglio. Lo scrittore sarà  il primo ospite di Conversazioni dal Mare. Conversazioni dal Mare è il nuovo progetto culturale voluto dall’associazione Artemia con il patrocinio del Comune di Molfetta  che unisce  la passione per i libri e l’amore per la cultura  alla politica di promozione degli  spazi e dei contenitori cittadini, mediante la realizzazione di manifestazioni ed eventi culturali tematici. Scrittori, giornalisti e autori saranno ospiti della Città di Molfetta per presentare le loro novità editoriali, creando con le loro opere un vero momento di dialogo tra generazioni e di testimonianza per i giovani.

Francesco Carofiglio presenterà Il Maestro edito da Piemme e ha scelto Molfetta come salotto d’anteprima assoluta per la provincia di Bari per il suo ultimo romanzo. Accompagnerà l’autore Ugo Sbisà, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno. L’ incontro, aperto al pubblico si concluderà con un momento firma copie da parte degli autori.

Il secondo appuntamento della manifestazione si terrà invece venerdì 6 ottobre, sempre alle 20.30. L’ospite in quell’occasione sarà il giornalista radiotelevisivo Antonio Caprarica, che presenterà il suo ultimo libro L’ultima estate di Diana (Sperling & Kupfer).

Torna “filecenza! Libri sotto gli Alberi” il 23 e 24 settembre

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Torna “filecenza! Libri sotto gli Alberi”, giunto quest’anno alla sua VI edizione, dedicata alla narrativa. Il Piccolo Festival di Letteratura, che coniuga l’amore per la Natura con quello per la Lettura, si svolgerà il 23 e 24 settembre presso in CEA WWF Masseria Carrara di Bari-Modugno.

Sotto la Direzione Artistica di Andrea Cramarossa, il Festival inizia sabato 23 con una narrazione non stop tra piante, animali, persone dal titolo: “Questo narrar m’è dolce…”. Nell’arco della giornata alle ore 10.30 alle 19.00 sarà possibile leggere e ascoltare le narrazioni sotto l’ombra protettiva degli ulivi secolari del parco di Masseria Carrara. Tutti coloro che sono interessati a leggere possono proporre la propria lettura direttamente al Direttore Artistico all’indirizzo mail: teatrodellebamboleba@libero.it

La presentazione dei testi alla presenza degli stessi autori è riservata come di consueto per la mattina di domenica 24. Dalle ore 10.30, dopo i saluti di benvenuto, verrà presentato il romanzo “Nel silenzio parlami ancora” di Franco e Antonella Caprio (Besa Editrice). A seguire verranno presentati “Eravamo quattro amiche in chat” di Patrizia Rossini (Gelsorosso), “La lottatrice di sumo” di Giorgio Nisini (Fazi), “Un urlo che morde l’anima” di Anna Carbonara (Palomar). A chiudere il Festival sarà Dino Cassone che presenta “La bugiarda” (Edizioni Les Flaneurs). La lettura dei testi è a cura di Caterina FirinuFederico Gobbi Caterina Rubini.

Come da tradizione del Festival, a conclusione della mattinata c’è il pranzo conviviale in Masseria.

In occasione del Festival sarà presente la Libreria del Teatro di Bitonto per l’eventuale acquisto dei volumi presentati.

Per i più giovani nella giornata di domenica (dalle 11.00 alle 12.30) sarà possibile partecipare ad un laboratorio gratuito di Educazione Ambientale per la produzione di fogli in carta riciclata a cura della Cooperativa Verderame (Età consigliata: dai 3 ai 10 anni). Nel pomeriggio, inoltre dopo il pranzo conviviale, verrà proposta ai partecipanti una visita guidata nel parco di pertinenza di Masseria Carrara a cura di Maria Panza, coordinatrice del Centro. Il Festival “filecenza! Libri sotto gli Alberi” è inserito in Puglia Letteraria, portale di ricerca sviluppato dal Dipartimento di Studi Umanistici (DISUM) dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro (www.puglialetteraria.it).

Il Festival si terrà presso l’antica masseria fortificata di fine settecento Masseria Carrara sede del CEA (Centro di Educazione Ambientale) WWF e situata nella Zona Industriale tra Bari e Modugno in via delle Rose. La Masseria è raggiungibile con i mezzi pubblici centro di Bari con la Linea Ferrotramviaria FM1 (fermata Ospedale San Paolo).